Esci dalla Tua area di agio
La scorsa settimana ero ad un corso di formazione in quel di Venturina, quasi al confine tra la provincia di Livorno e quella di Grosseto.
Non ricordo bene per quale motivo (la vecchiaia avanza), ma ad un certo punto ho cominciato a parlare dell’area di agio delle persone ed ho invitato le ragazze presenti al corso ad uscirne fuori ed osare un po’ di più.
L’area di agio degli esseri umani determina quell’area in cui le persone si sentono protette, al sicuro dai problemi e dalle intemperie della vita.
Spesso, le persone, si guardano bene dall’oltrepassare tale area, perché facendolo, sarebbero indifese. Stanno troppo bene all’interno delle loro aree di agio: non corrono rischi inutili e conoscono bene le cose che fanno e il territorio che frequentano.
Ma così facendo le persone possono crescere? Possono avere delle opportunità per raggiungere degli obiettivi? La risposta è NO!
Se è vero che all’interno della Tua area di agio non incontrerai mai dei problemi (e sarebbe da discutere anche questa affermazione), è altrettanto vero, che restando dentro l’area di agio, non potrai neppure avere delle opportunità.
Vuoi crescere? Vuoi raggiungere degli obiettivi? Vuoi ottenere qualcosa di diverso nel corso della Tua vita? Allora segui il mio consiglio: abbandona la Tua area di agio ed osa. Buttati.
Non è restando dentro l’area di agio che riuscirai ad ottenere ciò che vuoi nella Tua vita. Più le cose sono facili (dentro l’area di agio) meno opportunità riservano.
Più le cose sono difficili (fuori della Tua area di agio) più Ti offriranno delle chance, delle opportunità.
Le mie migliori opportunità, le ho avute quando ho capito questo meccanismo particolare che riserva la vita. Allora sono uscito dalla mia area di agio e, prima timidamente, poi sempre più sicuro di me stesso, ho cominciato a giocarmi le mie carte.
Fidati. Prima di Te, anch’io ero rimasto rintanato nella mia comoda “Area di agio”. E prima di Te, ho rotto la catena che mi teneva imprigionato ed ho cominciato a godere della vita.
Lo so, fa paura. Anch’io, né ho avuta. Credimi, tanta. In alcuni momenti, il terrore di sbagliare mi paralizzava letteralmente e poi, ho capito che dovevo fare qualcosa per cambiare, altrimenti… non sarebbe cambiato mai nulla nella mia vita.
Così come ho fatto io, abbi fiducia in Te stessa ed osa di più. Esci dalla Tua area di agio ed affronta la vita.
Un abbraccio e lasciami un commento al post.
A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le donne a creare Autostima e raggiungere un Obiettivo in 5 passi”
Autore degli ebook “Donne In Crisi” e “Penso Positivo“
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Luglio 4th alle 9:02 am
è proprio vero Giancarlo! ottimo suggerimento.
Luglio 4th alle 10:04 am
Proprio vero.
Un esempio, pesante, ma efficace:
area di agio significa anche sperare di mantenere al meglio la propria vita, ad esempio non avere mai problemi di salute.
Proprio per questo, ci sono persone che non vanno mai dal medico, non fanno mai accertamenti, ecc.
Così, scoprono magari troppo tardi che la realtà è diversa.
Se, invece, avessero fatto dei controlli periodici (atteggiamento realista), si sarebbero accorte di aver eun problema, avendo l’occasione di affrontarlo con tempestività…..
Del resto, come dice il proverbio…prima il contadino lascia scappare (o si fa rubare) gli animali, e solo dopo chiude la stalla.
Probabilmente anche lui era troppo ottimista, e si cullava nella propria area di agio.
Luglio 4th alle 10:05 am
Verissimo.
Un esempio, pesante, ma efficace:
area di agio significa anche sperare di mantenere al meglio la propria vita, ad esempio non avere mai problemi di salute.
Proprio per questo, ci sono persone che non vanno mai dal medico, non fanno mai accertamenti, ecc.
Così, scoprono magari troppo tardi che la realtà è diversa.
Se, invece, avessero fatto dei controlli periodici (atteggiamento realista), si sarebbero accorte di aver eun problema, avendo l’occasione di affrontarlo con tempestività…..
Del resto, come dice il proverbio…prima il contadino lascia scappare (o si fa rubare) gli animali, e solo dopo chiude la stalla.
Probabilmente anche lui era troppo ottimista, e si cullava nella propria area di agio.
Luglio 4th alle 12:37 pm
Ciao Mitico ! Sono pienamente in sintonia con te (come sempre ) ! Tanto non è mai morto nessuno qualsiasi decisione si prenda : La vita continua lo stesso . Quindi meglio prendere il toro per le corna …
Il tuo tour in giro per l’ Italia come procede ? Ancora cari e sinceri auguri .
Luglio 4th alle 14:28 pm
Un abbraccio ..all’Amicone Giancarlo, sempre pronto a dispensarci utilissimi consigli
Gianpaolo.
Luglio 4th alle 15:17 pm
Ciao, Giancarlo, mio stimato omonimo. Grazie ancora una volta per queste perle di saggezza pratica e da utilizzare. E’ sempre un piacere leggerti su questo blog del quale rappresenti una consistente fonte di caratterizzazione.
Un saluto cordialissimo a tutti voi, Vincenzo, Gerardo e Gianpaolo, “Persuasore strategico”. E a chi scriverà appresso. Buon fine settimana
Luglio 4th alle 16:30 pm
Buongiorno a Vincenzo, Gerardo, Gianpaolo e al mio caro omonimo e, naturalmente, grazie per i complimenti…
caro Gerardo il Tour delle Conferenze continua, proprio ieri sera ero a Marina di Grosseto ed il 26 luglio sarò a Viareggio…
un abbraccio a tutti
Luglio 4th alle 17:27 pm
Certo, è sempre importante uscire dalla “propria area di agio”, talora indispensabile.
Area di agio può anche significare che non ci si può cullare nelle illusioni; basti pensare a tutti coloro che scoprono troppo tardi di avere una certa malattia, perchè si sono cullati nella presunzione di godere all’infinito di ottima salute.
Luglio 4th alle 18:37 pm
Ottimo consiglio Giancarlo.
I tuoi post sono sempre positivi!!!
Luglio 5th alle 15:59 pm
Grazie Antonio e grazie anche a Gian Piero, anche se ha monopolizzato il post con i suoi commenti…
Luglio 5th alle 23:28 pm
Chiedo venia per la monopolizzazione, il fatto è che un mio commento iniziale non compariva, semplicemente svanendo nel..nulla (non in moderazione) ed ho provato a reiterarlo cambiando qualche parola…..poi, invece, capita che tutti, dopo unp’, ricompaiano dal nulla.
Ogni tanto capitano queste cose e non so perchè…..
Luglio 6th alle 8:56 am
tranquillo, presumevo fosse un problema del genere…
per punizione pagherai il caffè alla prossima convention…
un abbraccio Gian
Luglio 6th alle 11:27 am
Ciao Giancarlo, come va?
Bell’articolo, mi ha fatto ripensare a tutto il training sulle “Zone di comfort” quando vendevo assicurazioni. Argomenti belli tosti ed interessantissimi.
Chissà che un giorno ci vediamo di nuovo…
Luglio 6th alle 13:43 pm
Certo Giancarlo, se ci sarà occasione d’incontrarci non mancherò…..
Luglio 6th alle 16:37 pm
Gianpiero, come sai i tuoi commenti finiscono in spam per imprecisate ragioni, in ogni caso entro la sera li approviamo manualmente, quindi basta inserirlo una sola volta.
Luglio 6th alle 21:57 pm
L’articolo sembrava principalmente rivolto al mondo femminile…ed invece ci ritroviamo tutti maschi a commentare.
In ogni caso sono perfettamente d’accordo con Giancarlo: è solo facendo lo sforzo di andare oltre la nostra area di agio (o di comfort) che riusciamo a crescere, semplicemente perché impariamo a fare qualcosa di nuovo e ad abiturci alle nuove sensazioni che questo comporta.
Non è facile, perché va contro la nostra naturale inerzia a fare le come come le abbiamo sempre fatte, ma una volta che ci si abitua a fare queste “incursioni”, spesso si scopre un meraviglioso mondo che ci aiuterà a vivere meglio.
L’importante è farlo a piccoli passi, o a piccole dosi, per non rischiare di “bruciarsi” e ottenere l’effetto opposto…
Un saluto a tutti
Luglio 7th alle 7:38 am
Ciao Max, dai che prima o poi ci rivediamo in quel di Roma…
Caro Giorno, hai proprio ragione, ma le fanciulle, dove sono?
un salutone a Sara e a tutto lo staff della Bruno Editore
Luglio 7th alle 10:43 am
Un caro saluto a Sara.
Terrò conto dellìindicazione, e mi limiterò ad un solo commento, se poi non compare…pazienza.
Luglio 8th alle 8:26 am
Con la cosiddetta “area di agio” ho avuto a che fare diverse volte nella mia vita. E’ decisamente comodo rifugiarsi nelle proprie “sicurezze” e lasciar trascorrere il tempo senza doversi porre troppe domande. Ma per qualche particolare meccanismo la vita ti pone sempre di fronte a prove che mettono tutto in discussione e ad un tratto comprendi che tutto questo agio è solamente effimero. L’area di agio è un’arma a doppio taglio perchè se da una parte dà sicurezza dall’altra è il segnale che ti sei fermato, che non stai crescendo. Complimenti Giancarlo e grazie.
Luglio 8th alle 8:59 am
Grazie x i complimenti e per il commento, Max…
Luglio 8th alle 11:08 am
Ciao Giancarlo,
concordo pienamente con te!
La mia esperienza con me stessa e con i “tanti altri” che incontro, mi dice tra l’altro che ogni volta che mi rintano nella mia area di agio compare l’immobilità, la pigrizia, la cecità di fronte alla vita… uscendone torna il movimento, l’azione, l’incontro, lo scontro ed il fluire!
Grazie per il tuo post.
Luglio 9th alle 9:41 am
Buongiorno,
sicuramente rompere gli schemi lascia spazio alla creatività e quindi alle innovazioni, ottime cose entrambe.
Attenzione però a non confondere un sano spirito di intraprendenza con la superficialità.
saluti.
lm
Luglio 11th alle 19:46 pm
Un grazie anche i commenti di Maria Grazie e di Laura…
Luglio 19th alle 13:33 pm
ma per lasciare la mia area comoda..devo lasciare il lavoro, cambiare citta? cioè, buttarmi allo sbaraglio? non credo. allora avere un obiettivo…ma quale se sono intrappolata nel mio piccolo mondo? grazie e scusa se sembro superficiale…