Il Valore del Tempo
Carissimo, la realtà è soggettiva ed anche il tempo non fa eccezione, almeno per quanto riguarda la sua percezione. Infatti, quanto dura un’ora se stai vivendo una situazione che non ti piace, e quanto dura la stessa ora se ne stai vivendo una che ti piace moltissimo? Nel secondo caso probabilmente dirai che “il tempo è volato …”. Ti voglio quindi regalare una poesia che esprime benissimo il Valore del Tempo:
“Per scoprire il valore di un anno,
chiedi a uno studente che è stato bocciato all’esame finale.
Per scoprire il valore di un mese,
chiedi ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
Per scoprire il valore di una settimana,
chiedi all’editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un’ora,
chiedi agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
Per scoprire il valore di un minuto,
chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l’aereo.
Per scoprire il valore di un secondo,
chiedi a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo,
chiedi ad un atleta che alle Olimpiadi
ha vinto la medaglia d’argento.
Il tempo non aspetta nessuno.
Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore.
Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante”
Arthur Rimbaud, 1854–1891
A presto…
A Cura di Roberto Naldini Ferrati,
Autore di “Questione di Tempo”
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Marzo 10th alle 10:26 am
Molto bello complimenti. Il tempo a nostra disposizione è l’unica cosa che abbiamo veramente, ed è limitato. Cercare di usarlo nel migliore dei modi non è solo un diritto ma un dovere verso chi ce lo ha concesso.
Marzo 10th alle 10:45 am
Ciao Roberto,
splendida riflessione sul tempo, non l’avevo mai sentita, ti ringrazio per avermi ricordato l’importanza del tempo.
Solo più di un lieve dubbio, ma sei proprio sicuro che questa riflessione sia stata scritta da Arthur Rimbaud?
Ciao e a presto!
CUPIDO
Marzo 10th alle 11:04 am
Bellissima riflessione visto da questo punto si riesce a dare veramente un valore al tempo …. grazie Roberto .
Marzo 10th alle 11:06 am
Questa poesia l’ ho salvata nei miei preferiti bellissima - non la conoscevo .
Marzo 10th alle 11:13 am
Grazie Roberto
era tempo che non leggevo Rimbaud
complimenti per il post
Marzo 10th alle 11:42 am
Ciao Roberto,
confermo (repetita iuvant): bellissima riflessione, che sia o no di Rimbaud (certo, i primi voli in aereo risalgono a inizio ‘900, quando il buon Arthur era già volato via…). Forse quella dell’aereo è un’aggiunta (una ‘glossa’ si direbbe con termine tecnico). Comunque, bella davvero…
Aggiungo una mia riflessione (’glossa’), congruente con un blog in cui spesso si parla di coach e PNL:
Il coaching è quello che più si adatta ai tempi d’oggi. Specie poi per chi ha fretta (e chi non ne ha?), per quanto oggi si stia tornando ai ritmi lenti. Lenti ma rock. Finalmente… Ecco una riflessione del sociologo Domenico De Masi in ‘Economia dell’ozio’:
“Al pittore David, che gli chiedeva come preferisse essere ritratto, si dice che Napoleone abbia risposto: “Sereno su un cavallo imbizzarrito” (…) Imbizzarriti su cavalli sereni ci appaiono, invece, molti intellettuali di professione, molti studenti assillati dalla fretta di apprendere, molti moderni capitani d’industria con le coorti di manager che – punk in doppiopetto – praticano oggi le virtù marziali e contagiose della competizione globale…”
E aggiungo io, tanta gente che riempie la giornata con tante corse inutili dietro al nulla. Non il Nulla, quello con la maiuscola, il Nulla mistico in cui il ‘Dio nascosto’, l’En Soph, frantuma il diaframma che lo cela alla vista degli uomini, ma il nulla minuscolo, quello che sarebbe mille volte meglio riempire con un ozio produttivo. Tempi di pausa o attese sgradite, sfibranti (alla posta, all’aeroporto, tra un impegno e l’altro), da riempire, piuttosto, con qualcosa di ‘significativo’, di vibrante, dissonante. Innanzitutto, letture: non diceva forse Isidoro di Siviglia che la crescita dello spirito deriva dalla lettura? E il cardinale Martini: “in una mano la Bibbia, nell’altra un giornale.”
Viva quindi la ‘lentezza’… (la lentezza della poesia ci salverà dalla frenesia del mondo…), il pathos della distanza, contro il bieco e cieco pathos dell’attivismo. Le pause non sono inutili, sono i momenti più produttivi della giornata e della vita! La pausa è azione. Recuperiamo, diluito ogni giorno, lo shabbat, il riposo, l’otium… Approfittiamone per meditare, fare abbozzi di programmi per cambiare la nostra esistenza (ed ‘essenza’). Diamoci anima e corpo alla cultura, agli altri, allo sport, alla danza… Così recuperiamo - e facciamo fruttare - il valore del tempo.
P.S. Dopo questo divertissement (ma non è solo un gioco, c’è anche il ‘fuoco’…), un commento ‘amaro’ che ho letto in rete:
Del valore del tempo se ne accorgono soprattutto gli ’strozzati’ dagli usurai…
Marzo 10th alle 15:08 pm
Lungo gli indecifrabili percorsi del tempo, si snoda una poetica, chiaramente simbolista, in cui l’autore assume quasi una funzione di veggente metafisico.
Il tempo assurge a dimensione universale, in cui si articolanoi singoli, imprescrutabili destini umani, ognuno ricoducibile a qualcosa di assoluto ma, al tempo stesso, di contingente.
Di qui la dimensione soggettiva e personalistica di una visione, che spesso aleggia nella poetica simbolista, sopratutto francese, da Baudelaire a Rimbaud, ma senza dimenticare Verlaine e Mallarmé.
L’ambizione era, per quella corrente di pensiero, la trasformazione del poeta in veggente, capace di cogliere l’intima essenza delle cose, un veggente che sapesse comunicare più per immagini e suoni, che non con la parola.
Anche prescindendo da un intento puramente culurale ed artistico, e probabilmente senza avvedersene, il concetto di soggettività del tempo ha però assunto connotati sempre più scientifici, tanto che tale sua caratteristica viene ormai pacificamente riconosciuta come propria dello spazio-tempo, come teorizzato ed analizzato anche dalla fisica contemporanea.
L’iniziale riferimento dell’articolo alla soggettività nella percezione del tempo che passa, con una palese diversificazione tra la situazione di chi sta vivendo una situazione piacevole e chi, invece, una non piacevole o sgradevole, ha una valenza che va al di là della pura esemplificazione psicologica.
Si tratta, infatti, di un esempio oserei dire di portata storica, dal momento che fu utilizzato da Einstein nella sua prolusione accademica, relativa alla prima divulgazione pubblica della teoria dello spazio-tempo.
Einstein la espose, per la prima volta, ad un pubblico di fisici dell’epoca, che non condivisero assolutamente le sue teorie.
Einstein era convinto che la tradizionale concezione del tempo e dello spazio, come interpretate dalla fisica dominante ai suoi tempi, fosse erronea.
Tradizionalmente, infatti, spazio e tempo erano concepiti come due dimensioni distinte e separate, ognuna con le proprie caratteristiche.
Einstein, indubbiamente, fu tra i primi a sostenere che tempo e spazio fanno invece parte di una stessa dimensione, da cui derivò il concetto di spazio-tempo.
Con la sua teoria della curvatura dello spazio, conseguente all’applicazione della legge di gravitazione universale, riuscì anche a concepire e dimostrare, in via teoretica, la possibilità di inversione della direzione in cui scorre il tempo, da cui la possibilità di viaggi nel tempo.
All’epoca, le teorie di Einstein furono considerate poco più che i frutti di un visionario, ma la moderna fisica le ha riconfermate, ed oggi sono un patrmonio scientifico pacificamente accettato.
In tale ambito, occorre sottolineare che anche concepito nella sua dimensione scinetifica, il tempo assume quindi un valore che non è sempre uguale per tutti, ma si differenzia, e non solo nella sua percezione.
In altri termini, lo scorrere del tempo non è uguale in tutte le situazioni, ma cambia in funzione della velocità.
Più questa aumenta, minore è lo scorrere del tempo.
Di qui anche il paradosso, secondo il quale chi parta per un viaggio su un’astronave, che raggiunga la velocità della luce (circa 300.000 km. al secondo), al suo ritorno sarà più giovane del figlio lasciato sul nostro pianeta.
Questo, proprio perchè a tale velocità rallenta lo scorrere del tempo, e quindi, per chi resta sulla Terra è trascorso un tempo sicuramente più lungo di chi ha compiuto il viaggio a tale velocità.
Come notiamo, quindi, anche la moderna fisica contemporanea ci indica che non solo la precezione del tempo cambia, come potrebbero notare posicologi e poeti, ma anche il suo reale trascorrere.
Marzo 10th alle 18:17 pm
Personalmente mi piace pensare che esistano due tipi di tempo: quello cronologico e quello psicologico, che è forse il solo che esiste per noi. Passato, presente e futuro sono uniti in un’unica essenza, come una pellicola già impressionata. I nostri sensi limitati ci obbligano a vedere fotogramma per fotogramma per poter seguire la storia della nostra vita, ma il film è già tutto lì, girato per intero. Noi comuni mortali possiamo prenderne coscienza soltanto così, un pezzettino alla volta, mentre chi ha una sensibilità particolarmente sviluppata riesce a vedere in anticipo come si svilupperà la sua trama, con tutti i suoi lati positivi e negativi.
Marzo 10th alle 18:57 pm
Ciao, Marina
Hai ragione, esistono due tipi di tempo: quello ‘fisico’ (per così dire), ossia il ‘volgare’ chronos, e quello psico-spirituale, il più ‘nobile’ aion.
Per dirla con uno scritto antico: “Dio fa l’Aion, l’Aion fa il mondo
(kosmos), il mondo fa il tempo (chronos), il tempo fa il divenire (genesis)”.
Quindi, il tempo che tu chiami ‘psicologico’ - che comprende passato, presente e futuro come un ‘unicum’ - altro non è che il tempo ‘divino’, l”aion’, l’eternità insomma.
C’è poi il tempo ’spezzettato’, ossia quello ‘cronologico’, e infine, come ’sinergia’ (un ‘flash, un ‘tocco magico’) dei due, c’è il tempo più ‘interessante’: il Kairòs, ossia il ‘momento propizio’, l”occasione’ (l’irruzione dell’eternità nel tempo), ovvero quelle copportunità irripetibili (e diverse) che di tanto in tanto si affacciano per cambiare la nostra vita…
Marzo 10th alle 19:09 pm
Sono parole molto belle Roberto!
Viviamo in una società in cui non sempre si apprezza il dono del tempo, che è l’unica cosa che non si può riavere indietro in alcun modo.
Bisogna imparare a vivere ogni momento pienamente, qualsiasi siano le attività a cui ci si dedica…
Marzo 11th alle 14:01 pm
Ciao e grazie a tutti per la stima che mi dimostrate: a me la poesia era piaciuta molto e volevo condividerla con voi e con il pubblico dei lettori del blog.
P.S. Per Francesco e Nicola: avevo verificato su questi due siti che Rimbaud fosse proprio l’autore:
http://www.pensieriparole.it/poesie/autori/a/arthur-rimbaud/pag1
http://lacrimedalcielo.myblog.it/archive/2007/10/16/per-scoprire-a-rimbaud.html
Se invece l’ha scritta qualcun’altro, rimane comunque il messaggio che secondo me è quello di godere del momento presente!
Grazie a tutti e al prossimo post!
Marzo 11th alle 14:44 pm
Ciao Roberto,
Davvero un bell’articolo. Grazie.
Presi da una vita frenetica come quella di oggi non ci si ferma mai a godere pienamente di ogni piccolo momento…
Ciao!
Marzo 12th alle 23:36 pm
bellissima poesia,davvero,complimenti per riaverla postata nel tuo articolo!
Francesco
Ciao
Marzo 25th alle 15:36 pm
Qui si parla del tempo, ma perché nessuno non mette in dubbio la sua esistenza? Per quanto mi riguarda il tempo non esiste, più precisamente il tempo non è una proprietà intrinseca dell’universo. Il tempo è il pensiero dell’uomo, la sua anima. Non a caso Aristotele disse: “Se non ci fosse l’anima, non ci sarebbe nemmeno il Tempo”. E c’è da pensare…
Luigi
Marzo 15th alle 11:39 am
Il valore del tempo è relativo per ogni persona e ogni momento: sembra che architetti della Ford producevano più con meno lavoro e più riposo. Il tempo di lavoro con stress e fatica può essere meno produttivo da una pausa per ricuperare energie e migliore capacità di lavoro. Riposo forzato tropo lungo può essere meno piacevole del lavoro.