Scopriamo la fisica della mente
Salve a tutti, il 21/11/2008 è stato pubblicato il mio ebook “La fisica della mente”.
In risposta alle domande che mi vengono poste in merito all’argomento che tratto, voglio con l’occasione dell’uscita fare una presentazione dell’argomento e del libro.
Come accennato nel mio primo articolo, oggi la fisica quantistica ci propone un modello di realtà diverso da quello a cui siamo abituati.
Abbiamo sempre vissuto nella certezza della realtà e del mondo che ci circonda, lottando spesso per ottenere qualcosa nella vita che valesse la pena di essere conquistato.
La fisica quantistica ci dice invece che ogni cosa che ci circonda (che siano essi oggetti o situazioni) è influenzata da noi, e noi la influenziamo in funzione delle nostre emozioni.
Dalle ultime scoperte in campo biofisico, pare che il nostro DNA si “modifichi” leggermente in funzione dei sentimenti che proviamo, stringendo o allargando la sua spirale, a sua volta il DNA è in grado di interfacciarsi e modellare il mondo subatomico (concetto che ho presentato nell’articolo esperimenti impossibili).
Dunque questo ebook vuol presentarsi come un aiuto concreto, quasi scientifico (e con qualche punta metafisica), per ottenere dalla vita qualcosa che assomigli più ai nostri desideri che alle nostre paure!!
Come la fisica quantistica propone non più certezze ma probabilità, allo stesso modo la psicologia quantistica propone un modello di cambiamento delle situazioni in funzione di probabilità: in breve ci porta ad ottimizzare al meglio le probabilità che degli eventi particolari si verifichino.
Davanti a questi concetti, la parola CREDERE che abbiamo impararato ad usare in modo efficace, assume un valore aggiunto e quasi scentifico.
Auguro a tutti coloro che legeranno questo libro, tutta la serenità cercata e meritata e che possa essere per loro una guida per i momenti più difficili.
La felicità non è una meta, ma un modo di vivere!
A Cura di Luca Clun,
Autore de “La Fisica della Mente”
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Novembre 25th alle 18:35 pm
Colgo l’occasione del tuo nuovo articolo, per integrare i miei precedenti commenti con alcune riflessioni su questa coinvolgente materia.
Da millenni molte culture hanno concepito l’uomo come un microcosmo, specchio di tutta la realtà, del macrocosmo, ed alcune delle più innovative teorie sul DNA vanno in questa direzione.
Secondo alcuni la struttura ad elica, che connota il genoma, sarebbe una riproduzione di una struttura più generale, che sta alla base dell’intero Universo.
Anche l’astrofisica sta dando delle conferme in questo senso.
Tradizionalmente, si confrontavano in questo ambito sopratutto due teorie, quella di uno spazio eternamente stazionario, e quella del Big bang.
Con la prima, s’interpretava l’Universo come realtà sostanzialmente metafisica quanto alla propria genesi, da sempre esistente e da sempre sostanzialmente lo stesso.
Una teoria, evidentemente, contraddistinta più da tratti metafisici, che scientifici.
Non possiamo, in effetti, non notare i connotati tipici della Divinità: eternità, immutabilità, ma anche indeterminatezza della sua origine, e quindi, appunto, più un qualcosa di metafisico, che di scientifico.
Sopratutto i moderni telescopi, sio ottici, che radiotelescopi, con un sostanziale contributo di quelli ospitati nelle stazioni spaziali, orbitanti attorno al nostro pianeta, hanno invece consentito di scoprire ed analizzare un fenomeno, ormai molto noto, quello del perenne allontanamento delle galassie l’una dall’altra, a sempre maggior distanza.
Questo sembrerebbe implicare, appunto, che l’Universo ebbe origine da un ben preciso punto, dove ebbe concentrazione una quantità enorme di massa-energia, che poi esplose nell’ormai arcinoto Big bang.
Un’enorme esplosione avrebbe quindi dato vita al nostro Universo, ma questo è solo uno dei fondamenti dell’attuale pensiero astrofisico.
In realtà, ed è qui uno dei “noccioli” della questione, si è anche ipotizzato qualcosa di decisamente più complesso.
Chi ci dice che il Big bang sia stato uno solo?
Può certo essere ipotizzabile che nella storia dell’Universo vi siano stati più Big bang, e c’è anche chi ipotizza che, ad un certo punto, il processo possa invertirsi.
Tutta la massa-energia tornerebbe a concentrarsi in un unico punto-momento, da cui si rigenererebbe ancora un ennesimo altro Big-bang.
Insomma, L’Universo sarebbe una storia di perenne alternarsi di esplosioni e allontanamenti, e successivi riavvicinamenti e contrazioni, sino a creare le condizioni di una rinnovata genesi.
Se, in effetti, molti principi della cosmologia sono stati confermati da diversi esperimenti, molto dev’essere ancora comprovato.
Comunque, assumendo come vera l’ipotesi dianzi descritta, potremmo quindi parlare di un “respiro universale”, fatto di espansione e di contrazione di tutto ciò che esiste in forma di massa-energia, come il nostro respiro, e come quello che pare contraddistinguere lo stesso DNA.
Ecco ancora una volta l’esemplificazione del microcosmo, che riproduce il macrocosmo: “respiro” del DNA; “respiro” del cosmo.
Quanto alle implicazioni metafisiche di tutto ciò, ancora una volta si evidenzia la stretta connessione tra fisica e metafisica.
Come le realtà matematiche, per Cartesio, dovevano trovae un garante in Dio, parimenti è lecita la sempiterna domanda: ma, a sua volta, il primo o unico Big bang, da dove trasse origine?
Il Big-bang era una iperbolica concentrazione di massa-energia, ma chi ha generato la massa-energia, e chi o che cosa ha fatto sì che le attuali leggi della realtà (nella fisica, piuttosto che nella chimica o nella matematica) fossero quelle che effettivamente sono?
Evidentemente, ancora una volta, viene spontanea la congiunzione di fisica e metafisica, di scientifico e di divino, per dare risposta a queste, e ad altre analoghe domande.
Una conferma, appunto, deriverebbe anche dall’influenza tra stati emotivi, DNA e struttura subatomica della materia, ancora una volta specchio delle interazioni, che riguarderebbero l’intero Universo che, come un’enorme spirale, continuerebbe ad attraversare, appunto, fasi di espanzione e contrazione perenne.
Novembre 26th alle 6:29 am
Un commento al tuo bellissimo intervento, Gian Piero, che vuole anche essere un plauso alla scientificità comprensibile di quanto dice il saggio nostro Autore Luca Clun, che dimostra ampiamente l’utilizzo di tutto il suo capitale di neuroni e sinapsi.
Isaia afferma, nelle Scritture, che Dio è “Energia dinamica”, e in Genesi viene detto “In principio Dio creò i cieli e la terra”. Quale migliore sintesi per affermare quanto finìora la scienza e Einstein ci hanno spiegato? Energia e materia hanno strettissima correlazione.
Dio, secondo l’antica lingua con la quale è scritto il cosidetto ‘Antico Testamento’, è energia pura e anche dinamica, cioè operante. Interessante, poi, che sempre Isaia, quasi tremila anni or sono, abbia affermato -utilizzando il termine “cugh”- che la terra è sferica, praticamente un globo, una palla. Ma questo l’uomo lo ha acquisito ben più tardi!
Metafisica ragionata (non creazionismo invadente e ignorante, (che pretende di dimostrare che Dio abbia creato tutto in sei giorni…..)) e vera scienza possono benissimo coabitare e permettere di intravedere l’esistenza di una Mente superiore coordinatrice, ma che in maniera splendida lascia a noi un totale e responsabile utilizzo del libero arbitrio.
Grazie a te e a Clun per le cose di grande saggezza e fascino che siete in grado di spiegare. Buona giornata e cari saluti. Giancarlo
Novembre 26th alle 10:03 am
Grazie a te, Gian Carlo, per le tue bellissime parole.
Anche i tuoi commenti sono sempre molto saggi ed interessantissimi.
Le antiche scritture sono un altro affascinante argomento, e c’è anche chi vi riesce a leggere un progresso di antichi popoli, ufficialmente non riconosciuto, ma ritenuto almeno probabile da studi paralleli.
Pensiamo al “carro di fuoco” celeste, alle città di Sodoma e Gomorra (distrutte da esplosioni atomiche?) o alle mappe antiche che indicavano, come anche il profeta Isaia, che probabilmente era già conosciuta la sfericità della terra.
Per dirla tutta, un certo tipo di “rivisitazione” di quei testi, e di altre testimonianze storiche, ritiene anche possibile l’intervento, nella storia umana, di qualche intelligenza extraterrestre, o di un progresso scientifico decisamente diverso, daa quelo ufficilmente riconosciuto ai popoli antichi.
Per qualcuno, ad esempio, con i metodi riconosciuti ufficialmente possibili per l’epoca, non si sarebbero potute costruire le piramidi.
Cos’ha reso possibile la loro costruzione?
Ed ancora: guardando dall’alto antichi tracciati in sudamerica, realizzati (a quanto pare….) da popolazioni precolombiane, si possono scorgere quelle che sembrerebbero piste di atterraggio.
Ma per cosa, visto che non si ritiene che gli antichi popoli possedessero dei velivoli?
Insomma, anche la storia umana è densa di misteri, e di elementi che denoterebbero conoscenze antiche, anche scientifiche, non inferiori alle attuali, anzi forse addirittura superiori (umane o extraterrestri?).
Termino con le prime parole del Vangelo riconosciuto più “metafisico”, quello di S. Giovanni, che ancora una volta evidenzia quel contatto tra fisica e metafisica, che continua a ritornare nella storia della scienza, e che ben si adatta a quelle problematiche, di cui prima parlavo (in merito all’origine del tutto e dell’Universo):
“In principio era il verbo”.
Un caro saluto
Gian Piero
Novembre 28th alle 16:47 pm
“In principio era il verbo”
“…In Principio era il Pensiero”