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Cos’è la psicologia quantistica?

Che cosa si intende per psicologia quantistica? È una particolare “neuroscienza” derivata dalla meccanica quantistica, una branca particolare della fisica. L’evoluzione della fisica sta infatti portando a scoperte quasi sconcertanti in grado quasi di spiegare scientificamente la coscienza, portando a galla una serie di rivelazioni fino a qualche tempo fa impensabili.

Queste scoperte ci hanno portato a capire l’effetto della volontà umana sul mondo fisico, l’influenza che l’uomo ha sulla realtà e sulle vicende che accadono. È stato infatti scientificamente provato che la mente umana è in grado realmente di interferire sul mondo, addirittura il nostro DNA ha il potere di modificare fisicamente le cose.

Le rivelazioni della meccanica quantistica hanno aperto nuove strade su una sempre più profonda conoscenza dell’uomo, della sua coscienza e dei “meccanismi” interiori che intervengono nella nostra mente, partendo dall’interpretazione della realtà che ci circonda.

Heisemberg dichiarò “il grande contributo scientifico alla fisica teorica venuto dal Giappone dopo l’ultima guerra può essere un indice dell’esistenza d’un certo rapporto tra le idee filosofiche delle tradizioni orientali e la sostanza filosofica della teoria dei quanti”.

Di sicuro molti degli studi ed esperimenti che sono tuttora in corso sono incentrati sulla ricerca di una verità più sottile rispetto a quella a cui siamo abituati. È una verità che arriva a spiegare fisicamente la struttura delle emozioni, dei pensieri, della coscienza. L’incredibile somiglianza della fisica con le filosofie religiose, in termini di misticismo, meditazione o preghiera, ci conduce su un sentiero molto più elevato della solita materialità fisica, nel senso più stretto del termine, al quale siamo abituati. Molte teorie della fisica, infatti, sembrano riprendere dei concetti che diverse religioni esprimono dalla notte dei tempi.

Un esempio eclatante è quello dell’unione delle cose: nelle culture orientali in particolar modo, viene espresso il fatto che ogni cosa sia legata ad un’altra, dagli eventi alle persone. L’essenza delle filosofie orientali (che sia taoismo, buddismo o altro) è la consapevolezza dell’unità e della interrelazione tra tutte le cose.

Una delle più importanti rivelazioni della fisica moderna è, incredibilmente, che tutta la materia, indipendentemente dallo spazio che li separa, è costantemente collegata ed unita nel vero senso della parola. E più osserviamo il mondo micro fino al subatomico (ossia particelle più piccole dell’atomo) e più questo legame è evidente.

Pare dunque che qualsiasi strada si possa percorrere, che sia scientifica o religiosa, conduca ad una meta comune: un livello di consapevolezza superiore! Da qui prende forma la psicologia quantistica, ovvero un concetto di psicologia che va oltre la realtà percepita. Se la meccanica quantistica arriva ad esprimere la realtà in funzioni di “probabilità”, la psicologia quantistica applica questi criteri alla mente umana e alla realizzazione degli eventi che possono accadere, ragionando in termini di eventi “probabili”.

Capire le basi della fisica quantica, significa capire le basi della psicologia quantistica, poiché sono le medesime. Nel mare delle infinite possibilità che un evento possa avvenire in modi diversi, la psicologia quantistica fonda le sue basi su come ottimizzare le probabilità che una cosa accada come la vogliamo noi.

A Cura di Luca Clun,
Autore de “La Fisica della Mente”


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6 risposte a Cos’è la psicologia quantistica?

  • Il mio benvenuto, innanzi tutto, tra gli autori di Bruno Editore.

    L’interessantissimo articolo evidenzia un percorso della fisica, che ha fatto passi da gigante, sopratutto in questi ultimi tempi, e che pare connaturato da una sempre più stretta interrelazione tra ambiti e discipline, che solo molto superficialmente paiono distini ed incomunicabili.
    Ma, in fondo, cos’è la fisica, se non il tentaivo di tradurre, in termini più direttamente scientifici e misurabili, quello che è sempre stato il perenne oggetto della filosofia teoretica, cioè la conoscenza dell’intima essenza della realtà stessa?

    Non dimentichiamoci, non a caso, che tra i primi teorizzatori di una struttura atomica della realtà vi fuono i pensatori greci presocratici, ed anche una visione olistica, e per certi versi anche oloeografica, della realtà, già si trova in Democrito, ben esemplificata dal suo famoso detto: panta rei, cioè tutto scorre, in greco.

    L’aspetto che, però, mi ha sempre maggiormente appassionato, in tanti anni di studio e ricerca, sia nell’ambito della discipline scientifiche, sia dal punto di vista epistemologico, e cioè nell’ottica di una filosofia della scienza, è una realtà, che le moderne scoperte, in particolare della fisica, evidenziano sempre di più, cioè come in realtà si stia scoprendo un’unica complessa realtà, in cui possano trovare spiegazione tutte le fenomenologie possibili.
    Da questo consegue, ovviamente, che anche la tradizionale distinzione tra fisica e metafisica, tra scienza e paranormale, si stia sempre più assottigliando, per dar maggior spazio e spessore ad una diversa concezione della realtà complessiva.
    Ma questo era già evidente per i secoli passati.
    I fulmini, ad esempio, non erano forse considerati dagli antichi manifestazioni del divino?

    Anche solo partendo da Einstein, non si può non osservare un chiaro percorso in questa direzione.
    Ai suoi tempi, imperava la concezione di energia e materia come due realtà nettamente separate, mentre la sua celeberrima equazione le ha, invece, fatte assurgere a due diversi aspetti, ma di un’unica realtà, tale appunto da dispiegarsi nelle più variegate fenomenologie.
    La stessa cosa dicasi dello spazio e del tempo, non più separati, ma visti come un continuum, definito appunto spazio-tempo.
    Per non parlare poi dello spazio, tradizionalmente visto del tutto corrispondente ai principi della geometria euclidea, e considerato nel’ottica, invece, di una sostanziale curvatura da Einstein, che anzi, applicando questa visione al continuum spazio-tempo, aprì teoricamente anche all’ipotesi di viaggi nel tempo.

    La moderna fisica quantistica, peraltro, non solo ha confermato molte delle teorie ed intuizioni di Einstein, ma a mio avviso è andata oltre, sempre in questa direzione.
    Non deve quindi stupire che molte pagine della fisica contemporanea sembrino, per certi versi, appartenere più alla dimensione paranormale o fantascientifica, piuttosto che alle discipline scientifiche.
    E, del resto, come interpretare, diversamente, la realtà dei buchi neri, piuttosto che altri fenomeni?

    Heisemberg, del resto, con il suo fondamentale principio di indeterminatezza, per certi versi una riedizione dela relatività, aveva ben posto in evidenza come fosse necessario superare il tradizionale modo di osservare ed analizzare la realtà, non fosse altro che perchè già solo il fatto di osservarla ha la possibilità di influire sulla realtà stessa, che eventualmente poteva essere diversa, qualora non osservata.
    Quanto dianzi, evidentemente, non può non far considerare del tutto superate concezioni, come quelle riconducibili al rasoio di Ockam.
    Non si può, in altri termini, certo affermare che l’ipotesi più semplice, a sostegno teorico di determinate fenomenologie, sia necessariamente quella più corrospondente o prossima al vero.

    La realtà è molto complessa, molto più complessa di quanto si potesse immaginare un tempo, tanto che alcuni studiosi australiani, per certi versi in analogia alla tesi che sta alla base della trilogia di Matrix, hanno appunto ipotizzato una realtà non conosccibile, in quanto pura rappresentazione oleografica di un’altra dimensione.
    Ed ancora una volta, ecco il contatto con la filosofia,…ci ricordiamo di Schopenauer?
    Il tutto diviene, però, ancora più affascinante e coinvolgemte, quando s’immaginano universi paralleli. ma anche il venir meno del tradizionale principio di causa-effetto, o almeno della sua assolutizzazione.

    Riceve sempre più conferme, infatti, una visione “olistica”, informata al principio di sincronicità, piuttosto che a quello di causa-effetto, il quale, per la verità, non assumerebbe altra valenza che una delle infinite modalità, in cui la sincronicità può manifestarsi.
    Ma di qui, ovviamente, anche un ulteriore anello, che ingloba il tutto.
    La realtà non solo come oggetto di analisi e di osservazione, ma come possibile creazione da parte nostra, ed ecco anche il collegamento tra scienza e paranormale.
    Siamo sicuri che i cosiddetti fenomeni paranormali non possano avere una spiegazione scientifica?
    Oggi, a quanto pare, si direbbe proprio di no.

    Ecco il salto quantistico: il DNA può influenzare la realtà ed essere influenzato dai nostri stati di coscienza e l’uomo, che è microcosmo, specchio del macrocosmo, può a sua volta essere specchio del tutto e, come tale, influenzarlo.
    Se così non fosse, come si spiegherebbe quanto dimostrato, scientificamente, da una disciplina come la radionica?
    Per non parlare di tanti argomenti della fisica conmteporanea, che qualche tempo fa sarebbero stati considerati fantasie di qualche stravagante studioso.

    Del resto, basti pensare a quanto segue:
    se si viaggia alla velocità della luce, diciamo con probabilità (perchè non mi risulta proprio che l’esperimento sia mai stato sinora possibile), un padre tornerà, dopo qualche tempo, avendo un’età più giovane del proprio figlio.
    L’ha forse sostenuto qualche sprovveduto?
    Direi di no, visto che quanto dianzi deriva dalle teorie di Einstein.

    Nulla di più naturale, quindi, che ulteriori approfondimenti della fisica evidenzino leggi della materia, che quali principi universali possano applicarsi al tutto, ed il tutto spiegare, fenomeni fisici, paranormali, influenza del nostro pensiero e dei nostri stati di coscienza sulla realtà stessa.
    E’ già, comunque, quanto sostenuto teoricamente dal principio di sincronicità e dalle relative ipotesi applicative.

    • lucio gatteschi scrive:

      …Se questi scoprono e realizzano le loro opere tecnologiche, incoscenti della dimensione della COSCIENZA non sono Umani, ma subumani, nonostante le scoperte, le più incredibili abbiano prodotto. Se tutti questi scienziati passati e presenti avessero dedicato le loro facoltà mentali allo studio del corpo e della sua potenziale COSCIENZA oggi la nostra società sarebbe molto, molto diversa.
      La vera Umanità, la coscienza del SE, dovrebbe interrogarsi sul “miracolo” per cui il pensiero si insedia nel nostro corpo…..e potrebbe la “Coscienza” svincolarsi dal corpo e insediarsi in qualcos’altro? Trasmigrare dal un corpo terrestre per reintegrarsi in un “corpo” ricettivo, magari in altri mondi…altro che missili o satelliti.
      Risolvere l’interrogativo sullo stato di questa nostra dimensione “vitale” nel sogno, ogni notte “viviamo” molteplici episodi di vita. Mentre la subumanità imperante, sorda a questi reiterati quotidiani “miracoli” continua ad inseguire la materia.
      Piero Angela : ….Mi son sempre stupìto di come la gran parte degli uomini di Cultura siano così poco incuriositi dalle straordinarie scoperte sull’attività mentale, sugli istinti, sulla immaginazione, sul PENSIERO……è quasi paradossale pensare che la nostra generazione, quella che dispone delle più grandi conoscenze scientifiche con le più straordinarie macchine mai esistite nella storia, sia quella che sembra correre verso le crisi e le catastrofi più gravi !!
      Caro Piero Angela, semplicemente, al di là delle false apparenze tutti questi “intellettuali” sono in realtà ancora allo stadio subumano e tutto questo ci riporta ad Enstein:
      Fior fiore di questi scienziati (subumani) che pervicacemente inseguono la “conquista dell’universo”. Miliardi e miliardi di risorse economiche bruciate al dio della stupidità. E ve lo spiego. Daremo dei numeri e dei tempi, che leggeremo, ma che il nostro cervello (proprio come per : penso, dunque SONO) non sarà capace di quantificare. Dunque: Ci dicono che la nostra galassia, (una tra miliardi di altre) ha una dimensione talmente smisurata che se volessimo attraversarla, pur alla velocità pazzesca della luce-300.000 km al secondo,(7 volte e mezza il giro della terra in un sec.) impiegheremmo 100.000 anni/luce. Rilevare proporzionalmente su un foglio di carta la dimensione del nostro sistema solare in proporzione a quello della galassia, sarebbe impossibile, tale la nostra inconsistenza rapportata a quella enormità cosmica, ma volendo esagerare e ingrandendo il nostro sistema solare, per miliardi, miliardi, miliardi ecc. ecc. ecc., forse arriveremmo a vederlo in questo punto che ora farò ( . ) ecco, immaginate che il punto che vedete sia il nostro sistema solare ingrandito, di miliardi e miliardi e miliardi ecc..ecc..ecc. . ora prendete una penna e segnate, se ci riuscite, su quel puntino ingrandito miliardi e miliardi ecc. ecc. ecc.di volte proporzionalmente alla nostra galassia il percorso che questi subumani, grandi scienziati ancora insistono a chiamare “conquista dell’universo”… non avete ancora ben compreso? questi, sono come un microrganismo che muovendosi sulla superficie terrestre alla velocità di un millimetro ogni 100 anni dicesse che con quello spostamento è andato alla conquista della terra……non ci sono parole !!

  • Ciao Luca sono davvero colpito dalla materia del tuo libro. ;)

    Ti chiedevo esistono delle vere e proprie ricerche in merito? Se è così allora si apre un mondo totalmente nuovo: so della meccanica quantistica, ma applicata alla psicologia non ne avevo mai sentito parlare!

    In attesa di risposta, ti saluto.

  • luca clun scrive:

    intanto un saluto a tutto il club autori.
    inutile dire quanto mi renda orgoglioso e felice far parte di questo gruppo!!

    In risposta a Gianpiero.. complimenti, molto ferrato in materia.. è bellissimo potersi scambiare opinioni su una materia così particolare!

    In risposta a Roberto, questa materia può definirsi “nascente”.
    da qualche anno la psicologia quantistica sta prendendo forma come “percorso di crescita personale”.

    data la natura particolare della materia, ti accenno bravemente in cosa consiste. La fisica quantistica, tra le altre cose, ci sta permettendo di vedere come le particelle subatomiche interagiscono tra di loro e come possano di fatto essere influenzate dalla volontà umana.
    inevitabile a questo punto il passaggio dalla fisica alla psicologia: il pensiero umano è in grado di “influenzare” in qualche modo le particelle atomiche, e di conseguenza, la materia.
    esiste inoltre un legame tra ogni particella, come fossero una cosa sola.
    …e noi ne facciamo parte.

    immagina un lenzuolo disteso su un tavolo e facciamo conto che esso rappresenti lo l’universo. questo è il legame che esiste tra le particelle di ogni elemento.. una cosa sola. ora immagina di prendere dal mezzo di questo lenzuolo un lembo e fare un nodo.. questo è come si manifesta un oggetto: ogni elemento dell’universo, che sia un pianeta o una formica, è una di questi nodi. se immaginiamo l’universo come un’immensa rete (o lenzuolo), ogni oggetto può essere considerato come una sorta di “distorsione” (o nodo) di questa rete. ogni oggetto quindi è legato a qualsiasi altra cosa.

    la psicologia quantistica quindi ci “mostra” come l’uomo sia in grado di interagire con tutto ciò che lo circonda.
    esistono molte ricerche in merito.

    prova a digitarlo su google e vedrai che la materia è abbastanza diffusa, anche se ancora poco sviluppata.
    io trovo che ormai la fisica sia una sorta di via per arrivare a vedere qualcosa di più profondo.

    credimi, è una materia a dir poco AFFASCINANTE!!

  • Grazie, Luca, per il tuo apprezzamento.
    Condivido perfettamente il tuo punto di vista.

  • Lorella DEGIOANNI scrive:

    Ho sempre sospettato che fosse così….:-) Ho acquistato il libro di D.Chopra “Le coicidenze”, per cercare una risposta, un perchè ad un dolore, credendo che fosse il solito manuale fai-da-te per cercare di stare meglio…invece mi si è aperto un mondo! Sono a pag.58 ma volevo saperne di più e cercando su Internet, ho trovato voi….faccio una fatica maledetta a capire certi concetti, ma cerco di applicarmi..e se mi indicaste libri adatti, ve ne sarei grata. Grazie e saluti a tutti

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