Come trovare i costi nascosti in Azienda
Uno degli argomenti che mi ha appassionato e che ho provato a implementare in alcune aziende è stato l’utilizzo dei Costi della Non Qualità per scoprirne i costi nascosti.
I Costi della non qualità: sono quelli derivanti da inconvenienti,da non conformità.
A mio parere, troviamo il succo di questo sistema in questa bellissima definizione:
“Gli insuccessi interni sono il prodotto di quello che spesso viene definito “lo stabilimento nascosto”, in quanto di essi non si ha sentore all’esterno. Tuttavia l’entità di tali insuccessi e dei costi relativi è in molti casi rilevante e la loro riduzione costituisce un’occasione notevole di miglioramento del reddito aziendale (“l’oro nella miniera”)
(Fonte: Quanto costa la qualità –Carlo Baù-AldoMerico-)”
Ho iniziato questo post parlando al passato perché ho trascurato momentaneamente questo sistema, infatti ho spostato il mio Focus sulla pianificazione aziendale economica e finanziaria.
Per questo sistema, che ho sempre avuto a cuore, ho deciso di fare nuovi tentativi e di ripromuoverlo, dopo aver letto la “ Nuova Legge di Attrazione” di Viviana Grunert e Giacomo Bruno, riscoprendo l’importanza di guardare al passato come fonte di risorse.
Scoprire il sistema dei Costi della Non qualità oltre ad essere utile è anche molto gratificante e talvolta motivante anche per il personale aziendale.
Pensa se ci permettessero di implementare tale sistema negli Enti Pubblici quanto risparmio per la collettività potrebbe saltarne fuori.
In una delle piccole aziende meccaniche in cui ho implementato il sistema di controllo dei “Costi della Non Qualità”, si arrivò a quantificare in soldi quanto l’impresa gettava via per le inefficienze e gli sprechi.
Sono cifre di tutto rispetto e in percentuale basandomi proprio sul caso reale in questione si andava mediamente intorno al 2 %-2,5% del fatturato
Tra l’altro chi ha già la certificazione ISO9001 alcune misurazione le fa già quindi tirare fuori i numeri è più semplice .
Ma in cosa consistono queste misure?
Faccio un brevissimo riepilogo di quelle che potrebbero essere le misurazioni dei costi per poi adattarli a quasi tutte le realtà anche di diversi settori
Facciamo un esempio pratico come spesso capita di vedere
a) Un ritardo di consegna di merce determinate da parte del fornitore, procura un fermo produzione,
b) Reclamo dal cliente che non si vede consegnare il lavoro in tempo e ci applica una penale
c) Dobbiamo sostenere anche una serie di perdite di tempo da parte del nostro personale per sollecitare tramite telefono ,fax e-mail i materiali in ritardo
d) Dobbiamo sostenere costi extra di trasporto,
e) Quando arriva la merce, occorre anche fare gli straordinari per diminuire i costi di penale e rischiare di perdere anche il cliente
A quanto ammontano i Costi nascosti???
Occorre conteggiare tutti i costi extra che in una situazione normale non ci sarebbero stati, misurando le ore perse, i materiali scartati, i costi doppi:
Questa è la realtà e purtroppo ancora la maggior parte delle aziende non sa con esattezza quanti soldi butta via in questo modo.
E tu hai mai provato a misurare i tuoi sprechi o quelli che gli altri ti procurano?
A Cura di Patrizio Gatti
Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”
|
Vuoi saperne di piu'? Tutto questo e' in La Pianificazione Aziendale: il Corso di Formazione in formato Ebook ricco di Informazioni, Strumenti Pratici ed Esercizi di Immediata Applicabilita' per la Tua Crescita...
Aggiungilo al carrello e scaricalo in 60 secondi!
|
PS: se ti e' piaciuto l'articolo, clicca Mi Piace qui sotto e condividilo. Grazie!


Novembre 14th alle 17:44 pm
Il tuo interessante articolo, Patrizio, mi consente una riflessione, a me particolarmente cara.
Di solito, si usa dire che le funzioni aziendali sono sempre le solite e, quando si arriva a quella rientrante in “organizzazione e personale”, si tende a ridurre il tutto ad una sempliece ricerca, selezione e formazione del personale, il che, a mio avviso, è profondamente sbagliato.
Intanto, perchè il personale va anche e sopratutto motivato, ma anche, e sopratutto, poichè non si pone attenzione al primo dei due termini:l’organizzazione.
Anzi, la mia idea è che l’organzzazione sia una funzione talmente importante, da essere autonoma, rispetto alle altre, indipendentemente dal settore specifico che se ne occupa.
Organizzare significa infatti:
definire i responsabili dei diversi ruoli e funzioni
definire l’organigramma più idoneo al raggiungimento degli obiettivi
evitare sprechi e ottimizzare processi decisionali e lavorativi
ma anche e sopratutto, significa: organizzazione di tempi e metodi di lavoro.
Un lavoro può essere svolto secondo metodi e tempi diversi, e quindi non è la stessa cosa, ad esempio, utilizzare il macchinario A, che richiede un certo numero di ore lavorative e di dipendenti,ed il macchinario B, che ne richiede, invece, un numro di verso.
Può talora essere conveniente sostituire tempi, metodi e macchinari.
Il tutto andrà analizzato in termini di flussi finanziari, e si potrebbe ottenere il risultato che, nonostante il costo iniziale, il cambiamento conviene ugualmente.
Si tratta di capire quando i risparmi conseguiti consentono l’ammortamento del nuovo impianto.
Quanto dianzi è un semplice esempio di come la funzione tempi e metodi possa consentire consistenti risparmi aziendali.
Il tutto è consentito da processi di analisi, che consentono di prendere in considerazione, nell’esempio dianzi considerato, come nei casi elencati nell’articolo, elementi misurabili.
L’impresa può anche adottare quella che io definisco analisi percentuale statistica dei flussi;
applicata ai casi elencati, essa potrebbe costruirsi come segue:
-analizzare, in percentuale, sul totale della produzione, quanti sono, ad esempio su base mensile, gli scarti, puittosto che la componente che non ha raggiunto gli standars qualitativi richiesti, ma anche la percentuale che ha potuto essere prodotta solo in ritardo, per errori dei fornitori o di progettazione.
Analoghi calcoli vengono effettuati in caso di inefficienze dovue a situazioni esterne.
Il tutto viene semplificato da schede di analisi che, per ogni situazione, considerano gli elementi da considerare ed i relativi conteggi.
Quindi si passa a calcolare il costo di trali inefficienze, sia in termini di guadagno mancato, sia di danni subiti.
Per gli scarti, evidentemente, si applicherà la percdentuale media al totale medio di produzione, e si calcoleranno i costi di produzione, ma anche i mancati guadagni realizzati entro una certa tempisstica, dovuti a mancate consegne.
Da aggiungere eventuali penali contrattuali, per ritardi nelle consegne.
Non adottare tali metodi, significa non applicare realmente sino in fondo un
modello fondamentale di controllo e gestione dell’impresa, rientrante nella gestione per obiettivi.
Si trata, infatti, proprio di quantificare il mancato raggiungimento degli obiettivi ed il relqtivo costo, sia diretto, che in termini di mancato guadagno.
Novembre 14th alle 21:33 pm
Complimenti Patrizio, Ho letto il tuo articolo e mi complimento per competenza e professionalita.
Vorrei approfittare ora della tua disponibilità e, se posso, chiederti un’informazione: dove trovo una bozza di “clausola di confidenzialità” da cui trarre spunto per tutelare una mia idea da presentare insieme al business plan che -tempo permettendo -porterò a termine entro il prossimo anno?
Ciao Patrizio! Grazie.
Novembre 15th alle 9:21 am
Ciao Gian Piero
Naturalmente ti ringrazio per il tuo supercommento.
Effettivamente buona parte degli sprechi aziendali derivano da una mancata organizzazione ,
a volte invece derivato da mancate organizzazioni di altri come per esempio i fornitori.
Hai colto un aspetto molto difficile da quantificare cioè il mancato guadagno che a volte è quasi impossibile calcolarlo giusto.
Prendiamo per esempio a causa di una inefficienza una perdita di un cliente come si quantifica il danno ? Un cliente scontento può portarti altri danni e così via ..
Una cosa sicuramente invece ci si può avvicinare come descritto nell’articolo i costi delle inefficienze interne , e tu dai giustamente degli input utili .
Grazie ciao Patrizio
Novembre 15th alle 9:40 am
Ciao Grande Roland,
grazie a te per i complimenti .
Per quanto riguarda la “clausola di confidenzialità “ al di là del breve trafiletto che a volte si trova nei contratti , si va in una materia al di fuori della mia competenza e non mi addentro nel discorso per non dire cose professionalmente non corrette.
Anch’io mi sono fatto fare ad hoc dei contratti da un avvocato da firmare sia io che il cliente dove “ Il Consulente si obbliga a mantenere il più stretto riserbo circa notizie, informazioni, procedimenti utilizzati, particolari accordi o affari ………” ma questo tutela solo il cliente nei confronti del consulente che gli fa il business plan e non nei confronti di eventuali finanziatori .
Se mi lasci la tua mail ti posso inviare qualche bozza di clausola, senza per questo considerarmi un esperto legale
Ps: ti rinnovo l’invito se posso essere utile scrivimi pure ci si può sentire anche con skype se vuoi.
PSS: Aspettiamo tutti il tuo piccolo Alessandro.
Ciao Patrizio
Novembre 15th alle 10:01 am
Per Roland:
la “confidenzialità”, o meglio obbligo di osservare il segreto professionale, riguarda senza dubbio il libero professionista nei confronti del cliente, privato o impresa che sia.
E questo ovviamente, era già previsto ancor prima che entrasse in vigore l’attuale normativa sulla privacy.
Una clausola, come quella indicaa da Patrizio, è però di solito opportuna, e viene ripresa nei contratti tipici di consulenza aziendale.
Se, invece, lo scopo è quello di impedire che eventuali enti finanziatori divulghino quanto appreso, nel’ambito dell’istruttoria, finalizzata a concere un finanziamento, occorre osservare che già le attuali norme di legge prevedono una regolamentazione della materia.
E’ infatti previsto che, alla firma di una richiesta di finanziamento, questa equivalga a consentire una sorta di liberatoria, rispetto alle restrizioni imposte dalla privacy.
In altri termini, si autorizza la banca, o ente finanziatore, ad acquisire tutti i dati e le informazioni, necessarie per la pratica.
Occore al contempo osservare, però, che questo avviene solo per quanto riguarda dati ed informazioni, funzionalmente collegati alla pratica, una sorta di limite all’autorizzazione medesima.
Dei dati e delle informazioni assunte in tal senso, è da ricordare che i funzionari, che ne siano venuti a conosenza, non possono legalmente divulgarli.
Quindi, in altri termini, c’è un obbligo di riservatezza che riguarda tali figure e soggetti, ed indubbiamente la divulgazione di siffatti dati è illegale.
Novembre 15th alle 10:14 am
Per Patrizio.
L’analisi dei costi, sopratutto in termini di mancati guadagni, dovuti a clienti persi, si può conteggiare in questo modo.
Naturalmente, si tratta di avere stime statistiche, non precise al centesimo.
In particolare, in un’impresa di mia conoscenza, si eseguiva la seguente analisi:
-dato da cui partire: quota di mercato in un determinato periodo
-verifica quota di mercato in un periodo successivo
-analisi del delta, o differenza tra le due quote di mercato
-in caso di scostamento negativo, la diminuzione di quota è presuntivamente ricondotta ad inefficienze, che possono essere di vario tipo (commerciali, clienti scontenti, inefficienze logistiche, ecc.)
-il “delta” viene quindi moltiplicato al valore dell’attuale mercato.
Si può avere così una stima statistica, ed ovviamente approsimativa, di quanto possa costare, in termini di mancato guadagno, una situazione riconducibile alla perdita di quota di mercato.
Per chi ci legge ed ama gli esempi numerici, eccone uno:
quota di mercato precedente 10%
quota attuale 8%
attuale mercato :1.000 mld
delta tra le due quote; -2%
valore economico della perdita: 0,02(1.000)= 20.
Novembre 15th alle 13:30 pm
Grazie Patrizio,
colgo al volo l’opportunità di ricevere qualche bozza. l’indirizzo è info( chiocciola)pnlsport.it
Patrizio, la mia connessione a skype è a singhiozzo a causa della connessione telefonica, ma talvolta funziona bene. Nei motori di ricerca di skype ci sono con nome e cognome. Il tuo nome Patrizio Gatti l’ho inserito e non mi ha dato esito. ma ci riproverò.
Grazie ancora in anticipo per quello che mi manderai…
X Gian Piero Turletti. Grazie infinite per le importantissime pillole.
La mia necessità di tutelare l’idea nasce dal fatto che dovrò proporla a strutture già formate nel settore in cui vorrei applicarla facendo notare come la mia idea, integrata e sviluppata da loro, potrà “funzionare”.
Dunque potrei trovarmi di fronte qualcuno che capita l’idea possa giustamente pensare che da lì in poi non ha più bisogno di me…dopo che gli ho raccontato il progetto.
A questo punto vorrei - se già esiste - disporre di un modello ” legalmente rispettabile” che controfirmato renda d’obligo il mio coinvolgimento, qualora optino per svilupparla.
Grazie Gian Piero. A presto
Novembre 15th alle 20:38 pm
Ciao Patrizio,
articolo interessante e, purtroppo per il sistema produttivo italiano, estremamente attuale.
Hai citato la UNI EN ISO 9001:2000. Beh, se fosse realmente applicata da tutte le organizzazioni in possesso della relativa certificazione, i costi nascosti sarebbero infinitamente minori. Quante aziende hanno davvero modificato le loro abitudini, adottando un approccio per processi, piuttosto che un approccio funzionale? Penso pochissime. Eppure è risaputo che la Toyota, la casa automobilistica n. 1 al mondo per la Qualità dei suoi prodotti, ha creato da decenni un sistema (Toyota Production System) basato, appunto, sulla caccia agli sprechi (muda, in giapponese).
Ciao
Mario
Novembre 15th alle 21:53 pm
Sempre per Roland:
ora ho capito meglio le tue esigenze.
Il problema è anche questo:
se, ad esempio, si tratta di un prodotto con certe caratteristiche, o di una variante nuova a prodotti già esistenti, sempre con certe caratteristiche, potrebbe essere brevettabile.
Parlo, appunto, di certe caratteristiche, perchè occorre che siano presenti determinati requisiti, per la brevettabilità.
In tal senso, ci sono strutture che si occupano di tutto, dall’esame della brevettabilità alle varie pratiche.
Se così fosse, non basterebbe un accordo tra le parti, occorrerebbe una vera e propria iscrizione del brevetto negli appositi albi.
Diversamente, di ventadifficile vincolare una controparte contrattuale a quanto tu dici.
Questo perchè, appunto, un brevetto conferisce specifici diritti, e senza di esso, di solito, almeno, la legge non consente di limitare l’utilizzo di “un’idea”.
Questo, essenzialmente perchè diverrebbe oltremodo difficile dimostrare che un’idea poteva essere formulata solo dal suo ideatore, e non da altri.
Ho cioè il timore, per le ragioni anzidette, che un contratto in tal senso, rischi di essere considerato nullo, privo di efficacia legale, da un giudice in un’eventuale controversia legale.
In sintesi, ti consiglierei di tentare, per prima, la strada della brevettabilità, contattando un ufficio specializzato, che potrà valutare la brevettabilità e comunicarti un preventivo del tutto.
Auguri.
Gian Piero
Novembre 15th alle 22:17 pm
Grazie ancora gian Piero,
Credo tu abbia centrato il problema e…Temevo che fosse talmente difficile conservare o vincolare un soggetto sottoposto ad ascolto di un’idea.
Comunque quello che mi dici è utile anche se non è brevettabile la mia idea per la sua inconsistenza materiale.
per farti un’esempio è come se mi rivolgessi ad un produttore di gomme da masticare dicendogli che le sue gomme da masticare potrebbero benissimo essere vendute in ferramenta, oltre che nei bar e nei tabacchi, se solo associasse alle sue gomme da masticare un messaggio ( che io ho capito funzionare ) che le renderebbe irresistibili per i clienti della ferramenta. e dunque io non ho la possibilità di creare una mia linea di gomme da inserire nelle ferramenta ne ho la rete di distribuzione che loro anno ecc… ecc.. e dunque quello che proporrei è solo un’idea che - dopo che l’ho dimostrata - non è più legata a me e diventa oggetto di pensiero di qualcuno che ha anche la possibilità di realizzarla…dato che io l’ho cercato proprio per questo.
Ecco quindi l’esigenza di - in qualche modo- vincolare gli sviluppi alla mia presenza nel progetto. come dire: un qualcosa da firmare che riporti il fatto che quel giorno tizio è venuto a conoscenza di quello che gli ho “svelato” e che se ora lo sviluppa da solo dovrà rendermene conto legalmente.
Credo - a sto punto -che la cosa possa solo prendere le sembianze di un documento dissuasivo che in realtà non avrà valore legale ma che potrebbe frenare gli intenti.
Gian Piero, la tua disponibilità merita un plauso. Grazie!
Novembre 15th alle 22:28 pm
Ciao Patrizio
professionale e concreto come sempre.
Ciao a presto
Barbara Massini
Novembre 16th alle 7:57 am
ciao Mario hai ragione , in effetti il fatto e che buona parte delle aziende che ha le ISO difficilmentre controllano i costi della non qualità è propro un controsenso poichè il sistema di rilevazione dellle non conformità,lo hanno già e sarebbero per questo avvantaggiate.
grazie ciao
Patrizio
=============
Barbara che bei complimenti fanno molto piacere . Ti ringrazio per questo
Ciao Patrizio
Novembre 16th alle 11:00 am
Per Roland:
allora, si potrebbe provare con un contratto di questo tipo, fermo rimanendo quanto sopra.
Ancora una volta, è quindi bene sottolineare che un contratto serve sopratutto per essere considerato efficace nel caso di controversia, davanti ad un’autorità giudiziaria, mentre qui…
Comunque, ecco come potrebbe essere impostato:
PREMESSO
1) Che il sig. Roland Del Vecchio, C.fiscale……….., nato a …..il….., res. in……, di seguito per brevità denominato contraente A, è ideatore del seguente progetto (segue descrizione)
2) che il sig…….(immettere dati della controparte; se il contratto lo stipuli con un’mpresa o società, devi aggiungere:in rappresentanza della società….P,IVA…..Sed in………iscritta al registro delle imprese di….con il numero…………), di seguito per brevità denominato contraente B, è interessato a utilizzare e sfruttare (commercialmente) il progetto di cui al punto 1) della premessa e ad avvalersi, per la sua implementazione, del contraente A;
3) le parti dichiarano di aver letto, discusso ed espressamente approvato ogni clausola del presente contratto;
4) la presente premessa costituisce parte integrante ed essenziale del presente contratto.
TANTO PREMESSO
I contraenti, come in premessa meglio generalizzati, stipulano e convengono quanto segue:
1) Oggetto del contratto
Con il presente contratto, il contraente A cede in esclusiva al contraente B, che accetta, l’utilizzo e lo sfruttamento di ogni diritto, relativo al progetto di cui al punto 1) della premessa.
(EVENTUALMENTE, SI PUO’ AGGIUNGERE):
il contraente A si obbliga altresì a prestare, a favore del contraente B, la propria consulenza, necessaria all’implementazione del progetto, senza vincoli di subordinazione o di orario, che saranno di volta in volta definiti.
Resta convenuto che il contraente A potrà prestare la propria opera sia direttamente, sia tramite collaboratori e persone di propria fiducia.
2) Divieto di cessione.
Le posizioni giuridiche, inerenti al presente contratto, non possono essere oggetto di cessione a terzi.
3) Obbligo di riservatezza.
Le parti si obbligano a rispettare il più assoluto riserbo circa il progetto, la sua implementazione, e qualsiasi analisi, dato o informazione ad essi inerenti.
4) Durata del presente contratto.
Il presente contratto ha efficacia dalle ore 24 del giorno…..e sino al…….
5) Proroga tacita.
Alla scadenza del…il contratto è prorogato per altri due anni, e così di due anni in due anni, salvo quanto previsto al seguente comma.
Ogni parte potrà recedere dal presente contratto, tramite comunicazione all’altra parte, a mezzo raccomandata R.R., da inviare entro tre mesi dalla scadenza.
Si può aggiungere una clausola penale.
6) Clausola penale.
Fatta salva ogni facoltà di richiesta di risarcimento di ogni maggiore ed ulteriore danno, ai sensi del codice civile, ogni inadempimento del presente contratto dà diritto, a favore della parte danneggiata, ad una penale di euro……
La parte che intende avvalersi della clausola, di cui al comma precedente, dovrà comunicare tale sua decisione all’altro contraente, entro e non oltre tre mesi dalla scoperta del’inadempimento, a mezzo di raccomandata R.R.
7) Recapiti da utilizzare, ai fini del presente contratto.
Ad ogni effetto legale del presente contratto, le eventuali comunicazioni tramite corrispondenza postale dovranno essere inviate ai seguenti recapiti:
per corrispondenza da inviare al contraente A:…….
per corrispondenza da inviare al contraente B:…….
Pe ogni questione, inerente all’interpretazione ed applicazione del presente contatto, è competente, in via esclusiva ed inderogabile, il foro di……..
Timbro e firma Timbro e firma
Contraente A Contraente B
Le parti dchiarano di espressamente accettare, ad ogni effetto di legge, le singole clausole del presente contratto, di seguito richiamate:
Foro esclusivo.
1) Oggetto del contratto; 2) Divieto di cessione; 3) Obbligo di riservatezza; 4) Durata del presente contratto; 5) Proroga tacita; 6) Cluausola penale; 7) Recapiti da utilizzare, ai fini del presente contratto;
Timbro e firma Timbro e firma
Contraente A Contraente B
Ogni contraente autorizza il trattamento dei propri dati, limitatamente a quanto necessario ai fini dell’espletamento del presente contratto, ai sensi della vigente normativa di legge.
Timbro e firma Timbro e firma
Contraente A Contraente B
Novembre 16th alle 11:24 am
Scusa l’inavvertenza:
foro…….
al posto della faccina, che è scappata, si deve immettere
Novembre 16th alle 11:26 am
Niente, si vede che c’è un problema nel pc che sto usando,
Volevo dire numero otto, si vede che al posto del numero otto indica una faccina, un problema tecnico…..scusa ancora…….
Novembre 16th alle 12:36 pm
Sempre per Roland:
il contratto di sopra va peraltro integrato da una clausola fondamentale.
Non l’ho inserita nel contratto, perchè dovresti personalizzarla tu.
La clausola (anch’essa numerata) riguarda i tuoi compensi:
quindi, una volta definita, va inserita con un numero nel contratto e riportata sia nel testo, sia nell’elenco di sotto, di tutte le clausole, in cui tu e l’altra parte indicate di espressamente accettare…..
Potrebbe essere di questo tipo:
9) Corrispettivi del contraente A.
Quale compenso per la cessione a favore del contraente B di quanto previsto all’art.1), nonchè per l’attività di consulenza prestata dal contraente A, il contraente B gli riconoscerà i seguenti corrispettivi:
Es. …euro in data..
…euro in….ecc.
Oppure si può prospettare un compenso provvigionale.
Ecco la possibile clausola: il contraente B riconoscerà al contraente A i seguenti corrispettivi
…% del fatturato, conseguente all’implementazione di quanto al punto 1) della premessa, calcolato sui dati rilevati dalla seguente documentazione——-
Anche successivamente alla scadenza del contratto, resta convenuto che il contraente B rimane vincolato agli obblighi di riserbo, di cui al presente contratto, ed in particolare quelli previsti dall’art. 3).
Anche successivamente alla scadenza del presente contratto, in deroga a quanto previsto dall’art. 4) Durata del presente contratto, l’inosservanza del presente articolo costituirà inadempimento contrattuale, e sarà applicabile l’art. 6) Clausola penale.
In sintesi, spero di averti comunicato alcuni elementi, almeno di base, per redigere un testo contrattuale, sempre con l’avvertenza che il contratto è subordinato alla legge e, nel contrasto tra legge e contratto, prevale quest’ultima, con conseguente nullità di tutte o di parte delle clausole del contrato stesso.
Novembre 16th alle 14:26 pm
Devo ringraziarvi entrambi, Patrizio e Gian Piero.
Mi inginocchio di fronte alla vostra capacità di rendervi disponibili.
Sarete di esempio, qualora dovessi - parlando - fornire dimostrazione di quanto lo si possa essere.
Oltre a ringraziarti, Patrizio, vorrei scusarmi per aver occupato spazio dedicato ai commenti che dovrebbero essere rivolti esclusivamente al tuo articolo, piuttosto che per qualcosa di mio e personale.
Grazie in anticipo per la comprensione…e ” giuro” non lo faccio più.
X Gian Piero. Ho un debito con te. Terrò a mente quello che hai fatto per me oggi, e nel tempo …riuscirò a sdebitarmi.
Grazie.
Novembre 16th alle 15:00 pm
Figurati…..per gli amici (e qui sul blog lo siamo un po’ tutti, in particolare noi autori) questo ed altro….
Comunque, ancora un sincero in bocca al lupo! per tutti i tuoi progetti…..
Colgo anche l’occasione, nel rispetto, ovviamente, della sua privacy, per fare i migliori auguri ad Enrico Sigurtà.
Anche tu, essendo in diretto contatto con lui, Roland, immagino sappia a che cosa, in paarticolare, mi riferisco.
Novembre 16th alle 15:08 pm
ciao Roland , credo che il merito qui di aver fatto qualcosa va soprattutto a Gian Piero per ora io ho fatto ben poco per risolverti il tuo problema
ti manderò una mail presto ciao Patrizio
Per il resto è un piacere avere i Vs. interventi
ciao
Novembre 16th alle 15:49 pm
Grazie tante Patrizio!
Grazie ancora Gian Piero.
Novembre 18th alle 11:32 am
Ciao Patrizio!
L’attendevo un tuo nuovo intervento ed eccolo qui. Lo leggo con un po’ di ritardo per via di numerosi impegni ma come sempre è un piacere leggere i tuoi interventi.
Molto interessanti anche gli interventi di Gian Piero Turletti. Grazie.
In ambiti industriali dove tutto deve essere misurato a millimetro e al secondo, credo che le vostre indicazioni siano importantissime.
Non avevo mai riflettuto sull’abbinamento qualità-sprechi.
Non sapevo nemmeno che la Toyota avesse adottato il sistema citato da Mario Delfino.
Interessante!
Novembre 18th alle 17:44 pm
Ciao Ruggero, Grazie per le belle parole .
Credo che l’abbinamento qualità sprechi sia molto molto utile e se il sistema viene fatto bene può davvero fare capire alle imprese dove vengono buttati via dei soldi e può far capire dove intervenire per evitare ulteriori sperperi.
Grazie a te ciao Patrizio
Novembre 18th alle 18:58 pm
Grazie a te , Ruggero, per l’apprezzamento.
Novembre 19th alle 18:10 pm
@ Ruggero – Il TPS è un modello organizzativo che ha reso grande la Toyota. Si basa, per l’appunto, sulla ricerca e l’eliminazione degli sprechi, quelli che giustamente Patrizio definisce i costi nascosti delle aziende.
Del resto, nella pianificazione e nella realizzazione della Qualità i giapponesi sono Maestri.
Ciao
Mario
Novembre 19th alle 20:19 pm
Esistono anche dei programmi software in grado di effettuare delle valutazioni grazie a delle informazioni date da consulenti?
Ne conoscete qualcuno in commercio?
Grazie
Novembre 20th alle 10:59 am
Per Ruggero:
dipende da cosa si vuol fare….anche in relazione alla diversa funzione aziendale che interessa.
Ad esempio si trovano software standard nell’ambito dell’analisi finanziaria, ma anche per talune funzioni marketing.
Tra l’altro, per tale funzione ne ha resi disponibili, gratuitamente, anche Antonio Ferrandina, e dovresti cercare i suoi articoli su questo blog per poi scaricarli.
Personalmente, non ne faccio uso, avendo sopratutto esigenza di personalizzare taluni aspetti…o meglio…uso software personalizzati……per taluni aspetti che mi servono
Novembre 24th alle 10:00 am
Grazie per le indicazioni!
Dicembre 15th alle 16:20 pm
ciao, scusa se probabilmente non è molto a tema ma di sicuro ne saprai + di me.. io e dei miei amici(12 in tutto), abbiamo prenotato tramite agenzia tre appartamenti(uno da 6posti, uno da 4 e uno da 3) per l’ultimo dell’anno in trentino. abbiamo consegnato la caparra in agenzia che ammontava a poco più di 530€.Oggi però sorge il problema che 2 persone non possono andare a fare la vacanza e quindi da 12 persone, restiamo in 10. quindi l’appartamento da 3 posti verrebbe inutilizzato. c’è una penale da pagare???? è l’unico sito in cui ho trovato argomenti così ed è bbastanza urgente. in attesa di una risposta via mail, cordiali saluti. michele