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La giusta codifica nella comunicazione

Tutti gli elementi della comunicazione hanno pari importanza perché naturalmente al mancare di uno essa non può avvenire.
In questo mio articolo, vorrei soffermarmi sull’immenso valore aggiuntivo che ci può essere dato da una corretta CODIFICA.

Per chi non conosce gli elementi comunicativi, possiamo affermare che la codifica è il processo compiuto dall’emittente di una comunicazione, in modo da rendere il messaggio  comprensibile al ricevente.
Per essere più chiaro ho preparato questa immagine:

 

L’EMITTENTE (emocotion cuoco) codifica il suo messaggio in lingua Italiana (ciao); questo, durante il cammino verso il ricevente trova una barriera prima del suo arrivo: (conosce la lingua italiana?)

Questa barriera è detta decodifica, ovvero il lavoro di traduzione e comprensione che il ricevente deve fare per poter comprendere il messaggio. In caso di risposta negativa alla domanda (il ricevente è di nazionalità francese), la comunicazione si BLOCCA. In caso di risposta affermativa. La comunicazione continua attraverso la RISPOSTA CODIFICATA in lingua Italiana.

Attraverso il ragionamento su questi elementi base, è possibile capire come la CODIFICA è di fondamentale importanza non solo per chi deve parlare in pubblico, ma anche chi ha a che fare CON il pubblico. Un esempio su tutti riguardo all’importanza di una giusta codifica ce lo può offrire la categoria medica.

A volte capita di sentire dottori che utilizzano termini prettamente tecnici e scientifici mentre parlano a pazienti che non possono sapere il significato vero di certe parole.

Secondo voi, un paziente di 90 anni con licenza elementare sarà più tranquillo quando un medico o un infermiere gli comunicheranno che è APIRETICO, oppure quando gli diranno che non ha la febbre?

Anche se è stato comunicato lo stesso tipo di informazione, state pur certi che nel primo caso difficilmente otterremo come risposta soddisfazione o felicità.

Il consiglio spassionato che mi sento di dare a chiunque ha a che fare con un pubblico è quello di codificare sempre i propri messaggi in base alle capacità tecniche/intellettive di chi riceve: chi ci guadagna è la comunicazione e la nostra professionalità.

A Cura di Massimo Pigliacampo,
Autore de “I Segreti per Parlare in Pubblico”


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24 risposte a La giusta codifica nella comunicazione

  • Grande Massimo ;-)

  • E’ assolutamente fodamentale quello che dici, Massimo.
    E’ come se io, parldando ad una persona che nulla sa di linguistica, gli dicessi, appunto, che a parità di significanti, variano le semantiche di riferimento..
    Che vuol dire?
    Appunto decodificando, per chi poco o nulla sappia di linguistica, possiamo dire che le parole, i termini, sono strumentii per indicare qualcosa, hanno cioè un significato.
    Può quindi succedere che gli stessi termini non abiiano lo stesso significato per tutti.
    Questo, perchè si parlano, magaari, due linuie diverse, ed il significato, quindi, dato dall’emittente della comunicazione ai termini usati, può essere di difficile o impossibile decodica per il ricevente.
    Ma questo può succedere, a livello sociale, non solo con le parole, quindi nella comunicazione verbale, ma anche a livello metalinguisticoe metaverbale.
    Il nostro modo di abbiligarci, di fare, di atteggiarci e di comunicare, quindi, non solo con le parole, può appunto asumere significati molto diversi, a seconda del nostro interlocutore.
    Un esempio: un manovale, che si vesta elegantemente, in giacca e cravatta, per andare al lavoro, sarebbe considerato off topic…dai suoi colleghi.
    Mentre la stessa persona, che magari può anche avere delle azioni di una società, se va vestito con tuta da lavoro all’assemblea degli azionisti, verrebbe ancora una volta consderato off topic.
    In questi due casi, evidentemente, aver utilizzato una comunicazione metalinguistica ed estetica, quanto a modo di abbilgliarsi, non conforme a regole non scritte (codice estetico), fa sì che quella persona troverà indubbie difficoltà di comunicazione, essendo in suoi codici di comunicazione non allineati con l’ambiente sociale o professionale di riferimento.

  • Edy Moretti scrive:

    Sono d’accordo con te Massimo, quando mi trovo a discutere con persone che non conosco, cerco sempre di lasciarle parlare il più possibile allo scopo di capire qual’è il loro livello di preparazione linguistica, culturale per potermi poi allineare alle loro caratteristiche nel proseguire la conversazione.

    Da quando mi comporto in questo modo le mie conversazioni con clienti, fornitori ma anche amici, parenti conoscenti, danno molta più soddisfazione sia a me che a loro.
    Saluti.

  • Ciao Massimo,

    Bell’ articolo, è vero che bisogna sempre utilizzare una comunicazione adatta alla persona alla quale ci stiamo rivolgendo.

    E’ così anche quando si pubblicano articoli su di un blog o un sito, se ci si rivolge a persone che, ad esempio, non hanno molta esperienza parlare in termini tecnici non può che farli scappare come anche il contrario…

    E’ sempre da tenere presente… :)

  • Fausto Petrone scrive:

    Gianluigi, ecco un esempio di commento INUTILE! A chi serve un commento come il tuo?

    Bah…non vi capirò mai!

  • Fabio Vezzoli scrive:

    Pienamente d’accordo…un modo per ovviare sarebbe quello di inserire all’interno del discorso le informazioni per permettere al destinatario di decodificare le informazioni.

    x Fausto
    sono nuovo da queste parti, ma sei il moderatore del blog?

  • Viviana Grunert scrive:

    Fabio ti rispondo a nome della Bruno Editore, non ci sono moderatori in questo blog se non noi!

    Tutti gli altri esprimono il loro parere personale che non sempre è condivisibile! Io sono dell’idea che la libertà è una bellissima espressione di pensiero….

    Anche questo ovviamente è il mio pensiero personale e perfettamente in linea con la Bruno Editore e le persone che esprimono liberamente le proprio opinioni, soprattutto se sono positive trovano il mio riscontro!!!

    Conosco personalmente Gianluigi e so che è un ragazzo veramente solare, è un entusiasta di natura quindi ha il dovere di esprimersi come meglio crede, a maggior ragione che io so che è una persona vera!!!

  • Fabio Vezzoli scrive:

    Viviana, la risposta già la sapevo, era una domanda retorica quella fatta a Fausto. Non ho capito se il tuo intervento era un’osservazione al mio commento, indipendentemente da questo vorrei dire un paio di cose. La libertà è una bellissima espressione di pensiero fino al momento in cui limita quella di un’altra persona. Quella di Gianluigi può essere considerata un’opinione, denota ammirazione e consenso nel lavoro di Massimo. Quella di Fausto se permettete non lo è proprio. Crea astio e malumore, non dialogo e confronto. Capirei se avesse detto che non si trova assolutamente d’accordo con le parole di Massimo, ma non è stato così. Limita la libertà di Gianluigi di esprimere la propria approvazione anche solo con un “wow”, sminuendone la credibilità. Ma soprattutto è una mancanza di rispetto verso le persone che scrivono articoli per questo blog (utili a moltissime persone!) e si trovano dei commenti del genere, che nulla hanno a che vedere con l’articolo di Massimo.

    Anche nella libertà esiste una regola, si chiama rispetto.

    Con questo chiudo il discorso sperando che nessuno se la sia presa ;-) e sperando che i prossimi interventi riguardino la codifica della comunicazione.

  • Fausto Petrone scrive:

    Fabio, io dico quello che voglio nel rispetto della mia libertà di parola. Vorresti moderarmi? ;)

  • Fausto Petrone scrive:

    Ti rispondo semplicemente con poche parole: non me ne frega niente di quello che pensi di me ma hai tutto il diritto di pensare DI ME ciò che ti fa stare meglio…

    Ma poi come poteva essere un’osservazione al tuo commento? Io mi riferivo a Gianluigi…che conosco da tempo e ti posso garantire che non se l’è presa per niente… ;)

    E infine tu parli di mancanza di rispetto bla…bla…bla….bla….Appunto, gli articoli sono utili, ma i commenti “Uau, grande!” A chi è utile? A te è utile? A me no..ed esprimo il mio parere…

    Buon bla…bla….bla…. ;)

  • Fabio Vezzoli scrive:

    Ti ho già moderato…hehe

    Tornando a cose serie, io credo che alcune volte sia difficile esprimere attrettanto efficacemente dei concetti che vanno spiegati con i termini gergali. Altre volte invece ciò che dice Massimo è assolutamente praticabile, e lo facciamo tutti i giorni. Prendiamo l’esempio di un giovane che parla con un anziano; senza neppure accorgersene il ragazzo usa termini e costruzioni talmente elementari (ma non appartenenti al suo “gergo”) da essere intercettate subito dall’anziano, chiare e di facile interpretazione. Ecco secondo me in questo caso avviene una decodifica, se pur involontaria.

  • Ciao!

    Lo so che fausto vuole solo commenti che siano d’utilità a qualcuno! :) è una grande persona ed un grande amico quindi non avrei proprio potuto prendermela :)

    Io comunque non ho potuto fare a meno di manifestare il mio pensiero perchè sono spontaneo e anche solo un “grande”, quando è sentito, so che fa taaanto piacere. Viviana l’ha capito e lo sa!

    In più sono convinto che chi mi conosce o mi segue un po’ sul blog, sa che non commento ogni post proprio perchè scrivo solo quando qualcosa è SENTITA VERAMENTE! E in questi casi so che il diretto interessato a cui esprimo il mio umore o i miei complimenti per quello che ha fatto, lo apprezzerà e ne sarà contento!

    Un grazie a tutti! :)

  • FABIO GALETTO scrive:

    Parlando di comunicazione io rimango sempre più colpito da Gian Piero Turletti. Gian Piero ma come fai ad avere competenze in ogni settore? Mi ricordi i tuttologi :-D

    Peccato solo che i tuoi interventi siano sempre parecchio lunghi ;-)

  • Beh, Fabio, come ho già avuto occasione di dire, proprio su questo blog, mi considero un ricercatore per natura, a volte anche un po’ troppo ed in tutti i sensi.

    Mi spiego.
    Se perdo una cosa, non riesco a trovarla, la cerco magari per molto tempo.
    Questa è un’espressione psicologica del mio carattere, che non si appaga mai di ricercare, conoscenze, oggetti, ecc.
    Sono sempre stato così.

    Direi, in altri termini, che ho fatto mio il motto di un mio docente, che diceva:
    “la ricerca, in realtà, non finisce mai, finisce solo….quando si è smesso (temporaneamente) di cercare……”.

    Del resto, se non ci fosse una continua ricerca, probabilmente crederemmo ancora, ad esempio, che sia il Sole a girare attorno alla Terra, e non viceversa.
    Per me è un po’ un’esigenza improcrastinabile quella della ricerca, anche a costo di passare qualche rischio.
    Mi ricordo, già parecchi ann fa, ad esempio, che avevo sentito parlare di alcuni scritti antichi in una chiesa che si trovava in russia, e avevo appreso questo proprio nel periodo in cu avvenne il colpo di stato contro Gorbaciov, per cercare di restaurare in pieno il sistema sovietico.
    Ebbene allora, ovviamente, avevo decisamente “qualche anno di meno”, se mo consenti la battuta, ma mi misi comunque in viaggio, da solo, ed arrivai fino in Russia.
    Io, che tra l’altro ho sempre avuto idee politiche quanto mai antitetiche rispetto al comunismo e ad altre simili ideologie, mi trovai a superare non poche difficoltà, come frontiere sbarrate, eccetera.
    Lasciai però la vettura in uno dei paesi satelliti, se non ricordo male l’Ungheria, tutto sommato uno dei paesi ancora “più occidentali” all’epoca, presi un autobus, che però non riuscì a giungere a destinazione, in quanto venne fermato.
    Riuscii comunque con il treno, e poi con una bici comprata sul posto, a raggiungere la frontiera e, passando da stradine del tutto secondarie, a raggiungere il luogo che m’interessava ed a fotografare gli scritti, che mi erano stati segnalati.
    Questo, anche perchè sono sempre stato convinto che ci sia, certo, spesso una realtà ufficiale di certe situazioni, ma poi, se si vuole realmente scioprire la realtà effettiva, si deve molte volte cerare di raggiungerla autonomamente.
    Basti dire che per il sistema sovietico, ad esempio, non è mai esistita la prostituzione o la delinquenza nei paesi dell’est comunista.

    Sul perchè di una certa lunghezza di certi miei interventi, rinvio al mio commento dell’articolo di Roland “Quando il gratis funziona”.

    Non sono comunque certo l’unico ad avere competenze in vari settori, su questo blog.
    Basti pensare alle diverse materie di cui si è occupatp, ad esempio, il nostro editore, Giacomo Bruno.

  • Viviana Grunert scrive:

    Fabio avevo capito benissimo….:-)

    Quello che intendevo dire è che sul mio blog le regole le faccio io e se a me va bene che qualche autore faccia i complimenti ad un altro allora va bene!

    Non censuro l’opinione di Fausto ma Fausto deve capire che per me un intervento di stima da un autore ad un altro è importante….

    voglio che questo tra gli autori ci sia, ci deve essere entusiasmo, anche solo con un “Grande” o un “Grazie, a volte non servono mille parole!

    Questo perchè ridurrei le persone a quello che voglio io e limiterei i loro pensieri….trovo sia al solo pensiero sterile.

    Molte volte io stessa sono intervenuta senza dimostrare a tutti i costi le mie competenze, e allora? Mi sono fatta pubblicità?

    Dai direi di stare più tranquillini e spero che Fausto abbia capito, perchè da ieri trovo stia facendo degli interventi sul blog che non gli competono!
    Te lo dico Fausto perchè tra noi c’è un rapporto aperto di stima reciproca penso…
    ed è giusto dirti le cose nel bene e nel male!

    Tu hai il tuo pensiero sulle persone e io il mio, dipende sempre da che punto guardi ricordatelo, e ti ho già espresso il mio pensiero ieri sera…
    spero non sia necessario ripetermi ancora!

    Mi scuso con gli altri se sono stata prolissa!

  • Fausto Petrone scrive:

    Molto bene Viviana…ho capito il tuo pensiero…è casa tua ed è giusto che sia tu a decidere che tappezzeria usare

    Non ci sarà più bisogno di ripeterti…

  • Fausto Petrone scrive:

    Ciao Gianluigi, mi fa piacere che hai capito il punto della questione. Ci sentiamo in chat.

  • Accidenti che casino che ha combinato il mio articolo sulla codifica!! ;-)
    In ogni modo non voglio assolutamente intervenire riguardo a questa discussione…Vorrei però precisare una cosa: mi ha fatto molto più piacere leggere il commento di Gianluigi, piuttosto che assistere a questa discussione riguardo ai tipi di interventi, alle moderazioni ect…

    Ciò che conta è una ed una sola cosa: VI E’ PIACIUTO L’ARTICOLO? Cosa ne pensate riguardo alla giusta codifica in una comunicazione?
    Avete qualcosa da aggiungere a riguardo?

    Bene…ora largo ai commenti!

    PS: Grazie Gianluigi per i tuoi commenti sempre puntuali e positivi, e grazie Fausto per aver “animato” il mio intervento! ;-)

  • Viviana Grunert scrive:

    Grazie Fausto, mi piace questo di te, ritengo tu sia una persona fin troppo intelligente per perderti in chiacchiere inutili! :-)

  • fabio vezzoli scrive:

    Massimo, vedo con piacere che hai notato i miei 2 interventi riguardanti il tuo articolo ed un terzo in cui invitavo a parlarne. ;-)

  • Perdonami Fabio!
    Li ho visti eccome!! purtroppo mi sono fatto prendere la mano da “altri ” commenti…questo voleva solamente essere un messaggio del tipo: “Ragazzi, torniamo in strada e parliamo di cose serie!”….Proprio come hai cercato di fare tu nel post delle 16:49.

  • Fabio Vezzoli scrive:

    Figurati Massimo, l’argomento della codifica-decodifica mi interessa moltissimo. Ho riesumato il ricordo dell’esame di Diritto Ecclesiastico, è durato più di 1 ora e mezza, nel quale col mio docente ho discusso prorpio di questo. Lui diceva che la Chiesa è riuscita esattamente a trovare la codifica giusta per trasmettere i suoi principi ed io ho aggiunto…si, a tal punto che ha oltrepassato un dato limite, oltre il quale c’è l’annebbiamento della mente. A volte proprio per la mancanza di nozioni dell’interlocutore o anche solo per l’ignoranza, molti se ne approfittano. Per fortuna in certi campi esiste l’etica. Ti rinnovo i complimenti per l’articolo Massimo…a presto!

  • Fausto Petrone scrive:

    Figurati Massimo, non a caso il mio secondo nome è Red Bull ;)

    Concordo con Viviana, le chiacchiere inutili servono a poco…ho fatto ammenda :)

    Amore a Tutti

    :)

  • Fausto Petrone scrive:

    Fabio…fossi stato in Te, io a quel Docente gli avrei messo le mani addosso e non certo per fargli i complimenti ;)

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