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Problemi aziendali: come risolverli? (parte seconda)

Abbiamo iniziato ad affrontare, nella prima parte di questo minicorso, uno dei più rilevanti problemi aziendali, la carenza di liquidità finanziaria.
Tra le cause più comuni, innanzi tutto si colloca il fallimento di altre imprese.
Se, infatti, la nostra impresa vanta dei crediti, non ancora riscossi, verso un’altra azienda, se poi questa fallisce, ne deriva una serie di conseguenze negative per i flussi finanziari in entrata, tra cui:

  • mancata sicurezza che dalla liquidazione degli asset dell’impresa fallita si ricavino risorse sufficienti a pagare anche il nostro credito, in tutto o in parte
  • anche nel caso si trovino risorse sufficienti per soddisfare il nostro credito, la procedura fallimentare ha comunque tempi non veloci, quanto a liquidazione dei creditori.

Altra causa, che può impattare negativamente sui flussi finanziari della nostra impresa, è poi costituita da fasi di rallentamento o recessione.
In tali situazioni, la domanda di mercato tende a contrarsi e questo, quindi, ha ripercussioni negative sul fatturato.

Venendo ora alla disamina delle possibili soluzioni, se ne possono prospettare principalmente due.
Iniziamo a concentrarci con la prima:
finanziamenti.
Esistono, in primo lugo, forme di finanziamento all’impresa, che consistono nell’anticipare alla stessa tutto o parte degli importi, relativi ai crediti vantati nei confronti dei propri debitori, soprattutto altre imprese.

Questi finanziamenti sono riconducibili a varie forme tecniche, principalmente anticipi fatture, factoring ed anticipo crediti, e consistono nell’anticipare, da parte della banca o istituti finanziario che le eroga, l’importo dei crediti vantati nei confronti di altri soggetti.

Questo si verifica soprattutto se la nostra impresa ha come clienti altre imprese.
Nel caso, infatti, di imprese che si occupano di prodotti o servizi a privati, il cosiddetto mercato del largo consumo, il cliente paga solitamente alla consegna.

Viceversa, nei rapporti tra aziende il cliente paga non subito, ma ad una certa distanza di tempo, solitamente a 30, 60, 90, 120 giorni ecc.
Ecco, quidi, che ottenere subito, invece, un importo pari al fatturato atteso, consente un’importante risorsa per la liquidità delle imprese.

Il raggiungimento di questo importante obiettivo aziendale, cioè ottenere da una banca o società finanziaria una linea di credito, come dianzi descritta, richiede, ovviamente, che l’impresa richiedente, la vostra impresa, sia un buone condizioni economico-finanziarie ed ecco, quindi, che può essere molto utile mettere in atto un altro piccolo, ma rilevante segreto, che vi svelerò la prossima volta.

Concludo, ricordando le seguenti risorse, completamente gratuite, sulle problematiche d’impresa:
un report gratuito, dall’area frre del sito Autostima
http://www.autostima.net/download/omaggi/valoreazienda.zip

mentre alcune videoclip, anche queste gratuite, le trovate sul sito
www.clubautoritv.com

Alla prossima, quindi, e buon lavoro……

A Cura di Gian Piero Turletti,
Autore di “Progetto Azienda”


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7 risposte a Problemi aziendali: come risolverli? (parte seconda)

  • Patrizio Gatti scrive:

    Ciao Gian Piero,
    fai bene ad insistere sulla liquidità aziendale, è un aspetto importantissimo a mio giudizio , anzi ne sono proprio fissato .

    Sino qualche tempo fa’ l’attenzione era spostata soprattutto sui ricavi e sugli utili , ora finalmente anche grazie all’avvento di Basilea 2 si stà spostando l’attenzione sulla gestione finanziaria.

    Ps. Ti ho visto sulla Club tv Autori sei uno dei più presenti .Bravo.

    ciao Patrizio

  • Ciao, Patrizio, e grazie per l’attenzione.

    Gian Piero

  • Gerardo Capozzi scrive:

    Gian Piero hai fatto un analisi perfetta della situazione di tante aziende in italia .

    Complimenti per l’ articolo .

    Tu cosa faresti a livello di finanziaria per fare i modo di limitare i danni da parte di aziende insolventi verso piccole aziende ( sane pero’) .

    Qualche tempo fa si vociferava dell’ introduzione di qualche norma a riguardo dei cattivi pagatori ( per penalizzarli ovviamente) .

    Tu hai qualche informazione in piu’ da darci .

    grazie e buona serata .

  • Gian Piero Turletti scrive:

    Si è parlato, in effetti, già qualche tempo fa di tali problematiche, e al riguardo ci sono varie ipotesi, che al momento non mi risulta si siano già tradotte in provvedimenti normativispecifici.
    Già nei confronti dei debiti vantati verso il sistema finanziario, esistono specifici strumenti di monitoraggio e controllo della situazione, riconducubuli alle cosddette centali rischi.
    Si trata di documenti che indicano le linee di credito, gli importi ed i cosiddeti sconfinamenti aziendali.
    E questi sono già strumenti punitivi per il cattivo pagatore, il quale più difficilmente troverà credito presso il sistema bancario.
    Le ipotesi innovative, per la verità, so che sono orientate più a supportare coloro che siano danneggiati da cosiddetti cattivi pagatori, che non a penalizare questi ultimi.
    In tal senso, si è pensato anche ad un’estensione dei possibili interventi di determinate forme di gaaranza, sopratutto di natura consortile, che tradizionalmente appoggiano determinate pratiche di finanziamento bancario verso le imprese.
    Si è parlato di fondi e di interventi anche con strumenti di finanza pubblica, per certi versi analoghi a quelli che si stanno predisponendo a favore di eventuali istituti di credito in difficoltà.
    E’ peraltro evidente anche un impatto non solo economico, ma anche giuridico di alcuni possibili inerventi normativi, i quali potrebbero essere qualificati come aiuti di stato, ed avere un riflesso, quindi, a livello di normativa eurorpea.

    Sulla residua parte della tua domanda, cioè cosa si può fare per affrontare i rischi dei cattivi pagatori, anticipo parte dei miei futuri articoli, osservando, intanto, che forme di finanziamento, come il factoring, assolvono anche a siffatta funzione, anticipando, appunto, un credito vantato verso altra impresa.
    E’ certo possibile poi pensare a qualche incentivo, a favore di determinate imprese, che subiscono un danno, a fronte di pagamento mancato, ritardato o parziale, da parte di un cattivo pagatore, ma certo non penso si possa generalizzare.
    Intanto perchè non sarebbe certo ben visto in sede europea.
    E, comunque, in fondo si tratta di quei rischi che tendono a connaturare l’attività d’impresa.
    Impresa significa innanzi tutto intraprendere, rischiare, ed il rischio di incontrare aziende inadempienti certo fa parte del rischio d’impresa.

  • Mario Delfino scrive:

    Il problema degli incassi ritardati (non meno di 120 giorni) è tipico delle aziende che lavorano con le Pubbliche Amministrazioni. E queste aziende, a cascata ribaltano il problema sui loro fornitori.
    Ho rapporti con società straniere: mi spiegavano che il pagamento dilazionato esiste soltanto in Italia.
    Da loro (Germania, Spagna, Argentina) acquisti un prodotto/ servizio, pagandolo all’atto della consegna/erogazione.
    Ciao
    Mario

  • Grazie per le dritte Gian Piero :-) Nel mio piccolo cerco di prende spunto per essere un pò più professionale quando parlo con clienti imprenditori :-)

    In effetti grazie all’avvento di Basilea 2 si stà spostando l’attenzione sulla gestione finanziaria.

    A presto,
    Lorenzo

  • Gian Piero Turletti scrive:

    Per Mario:
    in Italia il problema dei pagamenti ritardati (talora anche mancati, purtroppo) riguarda certo, in misura significativa, imprese che lavorano con la P.A., ma anche molte situazioni di rapporti commerciali tra imprese private.

    Per l’estero, dipende dal’area geografica e dal settore.
    Ad esempio, nel settore alimentare, il pagamento del proprio fornitore, in Spagna, prevede un pagamento medio anche di 15-20 giorni, o comunque un termine di incasso generalmente inferiore ai nostri, mentre altre situazioni non si discostano, sostanzialmente, dalle nostre tempistiche di pagamento.

    Per Lorenzo:
    In effetti, hai ragione. Sopratutto in tempi di crisi, o di rallentamento economico, le imprese sono molto più attente a considerare l’impatto finanziario delle varie iniziative, mentre in fasi di sviluppo spesso danno il via a diversi progetti, compresi webmarketing e….dintorni, senza troppo pensarci su.

    Grazie ad entrambi per la vostra attenzione.

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