Archive for Ottobre, 2008

Problemi aziendali: come risolverli? (parte quinta)

Venerdì, Ottobre 31st, 2008

Nelle precedenti parti  di questo minicorso mi sono soffermato su uno dei più gravi problemi aziendali: la carenza di liquidità. Passo ora a considerare una problematica che per certi versi è affine: lo sviluppo del fatturato.

E’ di tutta evidenza, infatti, che il fatturato è il primo e più importante dei flussi finanziari in entrata e costituisce una delle componenti fondamentali del bilancio. Ma come svilupparlo?

Nella situazione attuale, un’efficace azione commerciale non può prescindere da una corretta impostazione di marketing.

Partiamo, quindi, dalla premessa che lo sviluppo dell’azione commerciale non può prescindere da una corretta risposta alla domanda e alle esigenze del segmento di mercato, cui si rivolge l’impresa.

La via migliore da seguire si è rivelata quella del marketing-mix, cioè una serie di tecniche e di risorse che rappresentano le leve da utilizzare.

Ognuna di esse porta il suo contributo e il risultato complessivo è spesso quello di una sinergia, cioè l’utilizzo combinato delle diverse leve porta spesso a un risultato che risulta maggiore della somma dei risultati che deriverebbero dall’utilizzo delle singole componenti.

Le diverse leve di marketing possono riguardare sia iniziative on line che off line. Iniziamo, quindi, a considerare i diversi strumenti che è opportuno non tralasciare in una efficace azione di marketing online:

  • posizionamento
  • strumenti freeperclick
  • strumenti payperclick
  • article e blogmarketing
  • supporto tramite stampa offline.

Concludo con un’indicazione di risorse gratuite sulle problematiche aziendali; mentre alcune video clip su vari temi, tra cui le problematiche d’impresa, anche queste completamente gratuite, si trovano sul sito www.clubautoritv.com.

Buon lavoro e… alla prossima!

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di “Progetto Azienda

Cosa ne sarà dei nostri figli?

Venerdì, Ottobre 31st, 2008

In questi giorni assistiamo continuamente ai mass media che descrivono la nostra come una società in crisi. Le famiglie sono seriamente in difficoltà: chi non riesce a pagare il mutuo, chi non ha il mutuo e comunque non riesce ad arrivare a fine mese.

Molte aziende sono in difficoltà, alcune hanno già chiuso. Pare che la stragrande maggioranza dei piccoli e grandi nuclei economici, dalle famiglie, alle aziende, alle comunità non fossero “dimensionate” per sopportare una crisi come quella che stiamo attraversando.

Abbiamo vissuto per qualche decennio in una sorta di limbo che forse ha fatto sì che ognuno di noi pensasse di vivere in una società blindata, una società che sarebbe riuscita a proteggere il nostro benessere.

Quello che invece vediamo mi porta alla mente una scena che lessi su un libro che parlava di pellirossa. Descriveva la scena di una mandria di bisonti caduta in un burrone e lo sconforto dei pellirossa nel vedere tanta grazia di Dio andata a male.

Mi chiesi allora come fosse possibile che non un bisonte ma un intera mandria potesse cadere in un burrone. La spiegazione è semplice e ricalca molto bene il comportamento di qualunque tipo di società. La causa è l’emotività che in alcuni momenti diventa panico.

Per quale motivo altrimenti in una società moderna come la nostra, nell’era dei supercomputer, delle telecomunicazioni, in cui i dati che ci sommergono ci dovrebbero comunicare in modo trasparente il vero valore delle cose, per quale motivo è possibile che nel giro di poche ore un titolo azionario perda anche il 50% del suo valore?

Nell’era della ragione, come dice il bravo Daniel Goleman studioso dell’intelligenza emotiva, ci ritroviamo ad essere schiavi delle passioni.

A me, che mi reputo un passionale, questa informazione non può che fare piacere. L’importante è esserne consapevoli e non fare troppo affidamento sulla propria ragione. L’importante è capirne i limiti.

Tornando ai bisonti, il problema nasce nel momento in cui uno di loro, spaventato per qualsiasi motivo, trasmette lo spavento al resto della mandria. Questa comincia a scappare in una determinata direzione, una qualunque direzione, l’importante è scappare dal pericolo. Un pericolo che la mandria non conosce, ma che esiste. Il sistema sociale mandria ha sviluppato questo meccanismo per salvaguardare la sopravvivenza della specie.

Non è necessario che il bisonte “convinca” gli altri riguardo all’opportunità di scappare. Agli altri basta vedere la sua reazione per capire che è meglio darsela a zampe levate. Ma quando la mandria fugge in una direzione determinata se la testa della mandria si trova davanti a un burrone e tenta di arrestarsi, il resto della mandria li spinge dentro. La ressa è tale che ogni bisonte ammassato a quelli davanti non riesce a vedere dove mette gli zoccoli, così tutti, fino all’ultimo finiscono per precipitare.

Quando penso alla società di oggi mi rendo conto che il problema numero uno di questa nostra mandria, che sembra precipitare in un baratro economico, è la mancanza di conoscenza, la mancanza di formazione, l’assenza di quelli che molti definiscono “intelligenza finanziaria”, una materia che purtroppo non si insegna a scuola. A scuola si insegna la matematica ma non si insegna ai bambini come applicarla per crearsi una solidità economica.

Per questo ho scritto il libro “Da grande sarò ricco”. Per insegnare ai genitori come farsi carico di questa parte importante di educazione che la società non ci dà. E’ un libro che vi aprirà la mente e vi farà capire perché siete molto meno ricchi di quello che pensate di meritare.

Se ci teniamo al futuro dei nostri figli in un mondo che offre molte meno certezze di quello che pensavamo, è il momento che impariamo qualcosa di nuovo e che lo insegniamo loro.

A cura di Valter Romani
Autore di “Scacco alle bugie” e “Da grande sarò ricco

Conosci le caratteristiche della Socializzazione?

Venerdì, Ottobre 31st, 2008

Le amicizie e gli affetti dipendono strettamente dalla Socializzazione. Se è buona avrai delle buone relazioni, se è carente avrai delle relazioni traballanti.

Essenzialmente le persone si distinguono in tre categorie:

1) Le persone che parlano parecchio. La maggior parte di loro sono persone che ti piacciono per la loro energia ma solo per un tempo limitato, sorpassato il quale provi il desiderio di allontanarti! Sono paragonabili a una persona che abbia imparato a guidare da sola senza avere appreso le basi teoriche presso un’Autoscuola.

2) Le persone che parlano poco. Sono reticenti a parlare perché si limitano ad ascoltare. Stupiscono perché quando esprimono un parere dimostrano doti e sensibilità superiori alle persone comuni. Purtroppo quando vengono stimolate a proseguire si imbarazzano e si chiudono a riccio! Sono paragonabili a una persona che ha frequentato con profitto tutti i corsi di teoria all’Autoscuola ma che usa principalmente la bicicletta.

3) Le persone che si collocano a metà tra le prime due categorie. Diventano loquaci sugli argomenti sui quali si sentono forti ma si estraniano volentieri su quelli in cui sanno di avere delle lacune. Sono paragonabili a un persona che ha frequentato l’Autoscuola ed è stata promossa alla teoria e alla pratica. Ha un margine di miglioramento iniziale e poi si adagia sulle proprie conoscenze!

Socializzazione Vincente” si pone l’obiettivo di rafforzare la tua teoria e la tua pratica. Ti fornisce le soluzioni agli aspetti della conversazione in cui ti senti più debole e inoltre ti consente di gestire al meglio tutte le categorie di persone.

Imparerai quindi a condurre piacevolmente le conversazioni riscoprendo l’emozione della Socializzazione! E’ un’emozione basilare che a costo ZERO ti dona continue sensazioni piacevoli. Le stesse sensazioni che il consumismo ha scaltramente dirottato sullo shopping, sui videogiochi, sul calcio, sui reality e tanto altro ancora!

Se vuoi un assaggio dell’ebook scarica gratuitamente il primo capitolo e ti assicuro che aumenterai DA SUBITO la tua Socializzazione!
Buona lettura!

A Cura di Fabio Galetto
Autore di “Da Timido a Vincente” e “Socializzazione Vincente

I trading systems e le opzioni

Giovedì, Ottobre 30th, 2008

Salve cari lettori. Oggi parliamo di un elemento essenziale del trading. Si tratta di un elemento molto soggettivo, che descrive nella sua più profonda essenza il carattere e la mentalità di un trader: il trading system. Il trading system non è altro che uno strumento che il  trader si costruisce per analizzare dei titoli ed operare nel mercato.

Il trading system è spesso una cosa che viene molto naturale, ed è molto influenzato dalle fonti di apprendimento della disciplina, cioè nel senso che se per esempio un tizio legge il mio libro, e ancor meglio è il primo corso di trading che abbia mai effettuato, sicuramente avrà un trading system  che quanto meno è derivato dal mio.

Comunque grosso modo quando il neo-operatore inizia a farsi le ossa con il paper trading e con le prime operazioni, spesso inizia ad attuare uno stile sempre più personalizzato, fino a creare quello che è un trading system strettamente soggettivo. C’è chi sostiene che un trading system può non essere migliore di un altro, ma personalmente non mi trovo d’accordo, l’unica cosa che conta è quale trading system funziona e quale no.

Cioè al di là della soggettività, è oggettivamente evidente che i trading system si differenziano tra di loro per la loro qualità costruttiva, interpretativa e soprattutto previsionale. Con il termine trading system si intende l’intera “cassetta degli attrezzi” di cui un’ operatore dispone,  pure gli strumenti finanziari utilizzati e le sue strategie, ma in questo articolo fermiamoci alla sola funzione di previsione grafica del trend, nel caso del regime delle opzioni le quotazioni azionarie.

Nel corso degli studi e della mia formazione finanziaria ho studiato numerosissimi trading system, applicando le regole dei più grandi analisti e statisti di mercato come Dow, Gann, Elliot, Fibonacci, Fourier, ecc… Per non parlare dello studio degli infiniti indicatori e oscillatori di mercato, nonché di tutte le combinazioni possibili di trendline e path, compresi i pattern di candlestick. Oltre a ciò ho trovato particolarmente interessanti le teorie di Mandelbrot e la sua scoperta della geometria frattale.

Quando ho iniziato con questa grande attività avevo la brutta abitudine di usare tutti gli strumenti che apprendevo, tutto in un unico trading system. Quello che voglio dire è che non serve a nulla elaborare un trading system pieno di elementi, è come se un operaio nello svolgere le sue mansioni si porti dietro tutto il garage degli attrezzi, il risultato è che 90% di questi attrezzi non verranno utilizzati, anzi, gli saranno d’intralcio, perché saranno pesanti… così ogni lavoratore che si rispetti, porta con sé solo gli attrezzi giusti, quelli più indispensabili, e con cui si trova a suo agio nel compiere le sue mansioni. Questo era ovviamente solo un esempio figurativo, in realtà un operaio non si troverebbe mai di fronte ad un conflitto tra gli attrezzi, questo capita solo ai trader.

Sì perché quando si usano molti indicatori, addirittura quest’ultimi possono entrare in conflitto, semplicemente perché sono costituite da formule diverse, queste a sua volta scaturite da intuizioni differenti di statisti e matematici. Ecco perché è indispensabile costruire un trading system organizzato con pochi indicatori, ma i migliori. Insieme a “Il professionista delle opzioni” ho pubblicato pure un trading system, dove svelo i pochi indicatori che vale la pena utilizzare.

Comunque io penso che sia inutile riempire il nostro trading system di strumenti, soprattutto se sono simili, nel  senso che esistono indicatori di diversa natura, e per analizzare un titolo è sufficiente sceglierne uno per ogni categoria. Infatti un trading system per essere efficace ha bisogno di prevedere almeno quattro elementi:

- la volatilità
- il trend
- i volumi
- la forza

Perciò avremmo bisogno rispettivamente di questi strumenti:

-  un indicatore di volatilità
-  trendline e una media mobile
-  volumi e una media volumi
-  un indicatore trend following
-  un indicatore market following ( o oscillatore )

Invito tutti voi a considerare molto approfonditamente lo studio dei volumi nell’attività di trading. Secondo me sono importantissimi, tanto che si tratta un dato che deve essere preso in considerazione subito dopo lo studio del prezzo.

Concludiamo ribadendo che un trading system efficace arriva a delle corrette previsioni almeno nel 90% dei casi. In merito a ciò con un altro mio collega trader e analista, stiamo collaudando un nuovo trading system, lo abbiamo battezzato “Volume Cross System”. Per il momento sembra darci delle eccezionali soddisfazioni. Vi farò sapere i dettagli alla fine del progetto…

A risentirci !

A Cura di Giovanni Romano,
Autore de “Il Professionista delle Opzioni”

Rivoluziona il tuo sito e-commerce

Giovedì, Ottobre 30th, 2008

Hai mai pensato a quanti vantaggi porterebbe rivoluzionare il tuo sito web statico trasformandolo in uno dinamico? Cioè integrando delle utilissime applicazioni web.

Partiamo dal ABC. Le pagine web dinamiche sono quelle interagiscono con l’utente. Ad esempio, quando ti iscrivi ad una newsletter, come quella della Bruno Editore, appare una maschera in cui viene chiesto il tuo nome e la tua email. Immediatamente dopo aver premuto il pulsante “download”, riceverai una email con l’ebook in omaggio.

Questo non significa che nella sede della Bruno Editore esiste un operatore che attende continuamente gli iscritti ed è pronto ad inviare loro l’ebook in omaggio. Si tratta di un processo automatico gestito da un applicazione web, scritta con i più potenti linguaggi di programmazione utilizzati dai Web Developer, cioè il PHP, MySQL e Javascript.

La 1° idea che ti propongo per rivoluzionare il tuo sito ecommerce è quella di inserire un sistema per gestire l’autenticazione, cioè le operazioni di registrazione e di login. Questo sistema è usato dai più importanti portali e-commerce: Bruno Editore, Ebay, Amazon…

Grazie a questo sistema, oltre a velocizzare ed a semplificare le operazioni ai tuoi utenti, potrai conservare i loro dati, tra cui la casella email, con cui potrai gestire una tua Newsletter per scopi pubblicitari.

In Web Developer troverai un capitolo dettagliato per gestire dalla A alla Z il sistema di autenticazione e delle newsletter, anche se di programmazione web non sai niente.

Inoltre troverai gli script pronti per gestire un completo portale e-commerce, che potrai personalizzare secondo le tue esigenze. In altre parole, puoi inserire il sistema di autenticazione ed altre applicazioni nel tuo sito web in 2 minuti!

A cura di Vincenzo Iavazzo
Autore di “Web Developer”

La giusta codifica nella comunicazione

Giovedì, Ottobre 30th, 2008

Tutti gli elementi della comunicazione hanno pari importanza perché naturalmente al mancare di uno essa non può avvenire.
In questo mio articolo, vorrei soffermarmi sull’immenso valore aggiuntivo che ci può essere dato da una corretta CODIFICA.

Per chi non conosce gli elementi comunicativi, possiamo affermare che la codifica è il processo compiuto dall’emittente di una comunicazione, in modo da rendere il messaggio  comprensibile al ricevente.
Per essere più chiaro ho preparato questa immagine:

 

L’EMITTENTE (emocotion cuoco) codifica il suo messaggio in lingua Italiana (ciao); questo, durante il cammino verso il ricevente trova una barriera prima del suo arrivo: (conosce la lingua italiana?)

Questa barriera è detta decodifica, ovvero il lavoro di traduzione e comprensione che il ricevente deve fare per poter comprendere il messaggio. In caso di risposta negativa alla domanda (il ricevente è di nazionalità francese), la comunicazione si BLOCCA. In caso di risposta affermativa. La comunicazione continua attraverso la RISPOSTA CODIFICATA in lingua Italiana.

Attraverso il ragionamento su questi elementi base, è possibile capire come la CODIFICA è di fondamentale importanza non solo per chi deve parlare in pubblico, ma anche chi ha a che fare CON il pubblico. Un esempio su tutti riguardo all’importanza di una giusta codifica ce lo può offrire la categoria medica.

A volte capita di sentire dottori che utilizzano termini prettamente tecnici e scientifici mentre parlano a pazienti che non possono sapere il significato vero di certe parole.

Secondo voi, un paziente di 90 anni con licenza elementare sarà più tranquillo quando un medico o un infermiere gli comunicheranno che è APIRETICO, oppure quando gli diranno che non ha la febbre?

Anche se è stato comunicato lo stesso tipo di informazione, state pur certi che nel primo caso difficilmente otterremo come risposta soddisfazione o felicità.

Il consiglio spassionato che mi sento di dare a chiunque ha a che fare con un pubblico è quello di codificare sempre i propri messaggi in base alle capacità tecniche/intellettive di chi riceve: chi ci guadagna è la comunicazione e la nostra professionalità.

A Cura di Massimo Pigliacampo,
Autore de “I Segreti per Parlare in Pubblico”