Una giornata da 900 miliardi di dollari
Salve a tutti, per le presentazioni rimando al mio primo post, ora veniamo subito al dunque. Dopo i fatti accaduti in settimana a Wall Street non posso che farmi vivo nuovamente, e ribadire quanto sia potente il trading speculativo. Stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti e mai come ora può essere conveniente entrare nei mercati finanziari. Wall Street sta passando un brutto periodo di forti ribassi, ne sono la dimostrazione la grave crisi dei mutui e il pesante crollo dei titoli finanziari.
Lunedì 15 settembre Wall Street apre con una forte depressione e passate due ore di contrattazione un colosso finanziario USA crolla e dichiara un clamoroso fallimento, si tratta di Lehman Brothers, una banca con un asset di circa 600 miliardi di dollari. Lehman Brothers possedeva un sostanzioso pacchetto azionario di un’altra grande banca la Merril lynch, quest’ultima dopo il crollo è stata letteralmente svenduta a Bank of America bruciando altri 300 miliardi di dollari. In una sola giornata di negoziazione abbiamo assistito alla perdita di circa 900 miliardi di dollari.
Ma il fallimento non è stato poi così clamoroso e inaspettato come dicono i media, i trader più esperti si erano già accorti del futuro crollo già dalla pubblicazione degli ultimi utili trimestrali, e così come me sono corsi ai ripari usando strumenti come le opzioni che permettono di trarre profitto anche dai ribassi, e trattandosi di un crollo spaventoso più che un profitto lo definirei un jackpot da 900 miliardi di dollari!
Era evidente sin dal principio del trimestre che il loverage, ossia l’indice di indebitamento della Società, era troppo alto, facendo evidenziare un disastroso bilancio patrimoniale. Normalmente nelle banche e nei titoli finanziari in generale, è solito che le passività siano un po’ più grosse dell’equity (capitale proprio), questo per sfruttare la convenienza di una controllata leva finanziaria, ma in Lehman Brothers era evidente l’eccessiva discrepanza, e così era pur evidente che la Società si trovava in un irrimediabile deficit patrimoniale.
Ma dove sono andati a finire tutti quei soldi?
La risposta è semplice, gran parte è stata assorbita dal mercato, cioè significa che si sono trasferiti, perché ricordate che il denaro nè si crea, nè si distrugge, semplicemente si trasferisce da un’intuizione ad un’altra. La risposta parla chiaro, sono finiti nelle tasche degli abili investitori, che hanno speculato sul crollo dei finanziari USA. Le conseguenze del crollo si faranno sentire ancora per un po’, ma solo in questa giornata sono nati migliaia di nuovi milionari e declinati altrettanti migliaia di vecchi milionari.
Gli speculatori più accorti hanno guadagnato cifre enormi, se poi ci andiamo ad aggiungere la leggera ripresa del dollaro sull’euro (EUR/DOL), per gli speculatori europei è andata ancora più a genio.
Capite ora le enormi potenzialità che offre il trading? E perché è il miglior strumento per arricchirsi rapidamente?
Ma ora starete pensando che trarre profitto in queste situazioni, così come nel trading in generale, è necessaria una grande competenza. SI E’ VERO. Ma niente paura, l’informazione è la più grossa comodità che io conosca, e può fare miracoli in ognuno di noi.
Nel mio ebook guiderò il lettore passo passo alla conoscenza delle opzioni e alla loro applicazione in campo pratico, perché ricordate che la maggior parte dei trader speculano con le opzioni, uno strumento molto più sicuro rispetto agli altri, e con la più alta potenzialità in termini di rendimenti. Imparerete a conoscere le tecniche e le strategie più sofisticate, e diventerete degli esperti.
In allegato all’ebook ho pubblicato pure uno splendido report che vi guiderà all’analisi delle aziende sia dal punto di vista economico-finanziario, per un’analisi a medio-lungo termine, sia dal punto di vista tecnico, per un’analisi a breve termine. In questo modo imparerete a prevedere il mercato come dei veri esperti.
Ricordate che qui si tratta di entrare in Borsa, niente di più reale e concreto, perciò può destare un po’ d’ansia, ma sono convinto che dopo aver letto l’ebook e fatto un po’ di simulazione sarete pronti ad entrare e portarvi a casa ingenti profitti, tutto questo stando magari comodamente seduti in poltrona, ovunque si voglia, in qualsiasi parte del mondo, basta infatti un PC, una connessione ad internet… e un broker.
Nell’ebook fornirò tutti gli strumenti per la simulazione, nonché gli indirizzi per trovare i migliori broker e iniziare subito a guadagnare!
A Cura di Giovanni Romano,
Autore de “Il Professionista delle Opzioni”
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Caro il mio quasi omonimo, leggendo i tuoi post mi si sta riaccendendo una vecchia fantasia: quella del trading on line. Tempo fa avevo studiato e fatto dei corsi, uno tra tutti il Welth Mastery di Anthony Robbins.
Poi un po’ per pigrizia, un po’ perché oberato da tante altre cose comunque interessanti ho soprasseduto. Se ci sei il 20 ci vediamo e magari mi motivi ancora un po’. Chissà magari mi rimetto a studiare la tua materia.
Un saluto
Ciao Giovanni, il crollo della Lehaman è stato spaventoso. Calcola che nel mio lavoro avevamo rapporti con esse poichè ci forniva gli eseguiti sul mercato Eurex e Liffe e in più ci forniva i prezzi di chiusura e i valori teorici dei contratti futures. Cambieremo Broker, pazienza!
Quello che mi fa pensare è l’andamento generale dell’economia mondiale. Questo significa che dopo il crollo della Lehman è facile prevede il crollo di moltre altre aziende. Quante sono nella stessa situazione della Lehman? Come reagirà il mercato? Già in questi giorni ne abbiamo avuto degli esempi, come la caduta di Wall Streat e non che questo capito spesso, per cui mi viene molto da pensare.
In sostanza, tu cosa pensi di questo andamento?
Scusami se sto spazziando dal tuo ebook, che reputo molto interessante. Sai con le Opzioni e i Futures ci lavoro
Ciao e in bocca al lupo per il tuo ebook.
Ciao Giovanni, dal tuo post emerge la tua grande competenza. Ti faccio i complimenti!
Articolo molto opportuno ed assolutamente condivisibile.
Proprio questa mattina, mi stavo domandando quante persone staranno oggi incollate ai video delle quotazioni e delle info finanziarie, dopo i tragici eventi di questi giorni.
Personalmente, dopo tre decenni di esperienza sui mercati finanziari, dei sottostanti, come azioni, obbligazioni, valute, e dei conseguenti derivati (warrant, covered warrant, premi, opzioni, future), ne avrei di cose da dire….
Nei miei interventi, cerco comunque sempre di seguire una filososofia, che parte dal principio di cercare di fornire qualche informazione utile, meglio ancora se con una valenza direttamente operativa.
Indico innnanzi tutto, quindi, altre risorse gratuite, che l’utente interessato ai mercati finanziari potrà trovare.
Un mio report, tratto dal mio ebook Porgetto azienda, si può scaricare dall’area Free dei sito di Autostima.
In sintesi, preciso che spiega un metodo di analisi fondamentale, a mio avviso tra i più efficaci, per determinare il cosiddetto fair value, cioè la stima del valore di un’impresa, sia essa quotata o meno.
Può essere utile sia all’investitore, sia all’imprenditore, o manager d’impresa, tutti soggetti comunque interessati all’acquisizione di partecipazioni in un’impresa.
Tale report fa peralto parte di una mia pubblicazione più articolata, dedicata sia all’analisi fondamentale di borsa, che all’analisi tecnica dei mercati finanziari, che si trova in allegato all’ebook Progetto azienda, ma anche a diversi ebook, sempre editi da Autostima, inerenti alle problematiche finanziarie, tra cui
Trading on line ed opzioni ed
Investire in borsa.
Passo ora ad alcune considerazioni, che immagino interessino tutti coloro che, con passione, dedizione e costanza, si dedichino da tempo ai mercati finanziari.
Una circostanza, di cui sono molto contento, è quella di aver individuato per tempo la crisi dei mercati, utilizzando sia strumenti di analisi tencica, che fondamentale.
Ma arrivo subito a quello che immagino la maggior parte degli utenti di blog e siti finanziari vogliono sapere.
A mio avviso (spiegherò dopo le mie motivazioni) la crisi, o più esattamente il mercato orso, che dura ormai dalla scorsa estate, ha lanciato il suo ultimo urlo di disperazione, se mi consentite un’immagine un po’ colorata, ieri.
In altri termini, con la giornata di ieri risultano evidenti segni di un molto probabile bottom finale, cioè il minimo di tutto il trend ribassista.
Ma desidero procedere con ordine, ed iniziare dal principio di questa crisi.
Vi ricordate cosa dicevano molti giornali finanziari, più o meno nella primavera del 2.007?
Esprimevano un diffuso ottimismo.
Poi sappiamo come sono andate le cose.
Ma partiamo da un’analisi fondamentale, sulla quale chi ha letto il mio ebook Progetto azienda mi potrà dare atto che, sin dall’anno scorso, avevo ventilato la consistente probabilità di un crack dei mercati.
Già allora era possibile cogiere, con un’analisi dettagliata di tipo fondamentale, cioè un’analisi condotta tramite esame della situazione economica e di bilancio, i segni dei gravi rischi, cui erano esposti i detentori di posizioni lunghe, cioè rialziste, sui principali mercati internazionali.
COSA STAVA SUCCEDENDO?
Sintetizzo, ovviamente, una situazione decisamente più articolata e complessa.
Il terremoto trae origine dagli U.S.A.
A differenza di quanto generalmente si era verificato in Europa, molte banche statunitensi avevano elargito prestiti al cosiddetto settore immobiliare subprime.
Il termine subprime sta ad indicare quel settore, che rappresenta un certo rischio di non poter restituire, alla banca che gli ha fatto credito, nè gli interessi, nè il capitale.
Poi proprio questo settore ha iniziato a scricchiolare, anche perchè i prezzi degli immobili, quindi del settore cui si era fatto credito, avevano raggiunto livelli assolutamente incredibili e speculativi e, come da sempre succede, anche quei prezzi iniziarono a scendere, con evidente difficoltà del settore delle imprse immobiliari, che iniziarono a non poter restituire il denaro imprestato.
Le difficoltà hanno riguardato però anche privati, cui molte banche americane avevano imprestato del denoaro, in quanto privati anche essi appartenenti alla tipologia subprime.
Ma se il problema fosse stato tutto qui, non si sarebbe certo verificato quanto poi in effetti successo.
Il vero e più grave problema, è stata invece la diffusione del terremoto finanziario, anche nei confronti di realtà aziendali ed istituzionali, che quei soldi non avevano imprestato.
COME E’ POTUTO SUCCEDERE QUESTO?
tramite la cosiddetta cartolarizzazione dei crediti.
In pratica, le imprese bancarie che avevavo imprestato soldi al settore subprime, avevano emesso, per reperire questa volta esse stesse liquidità, cioè risorse finanziarie da altre banche, quindi una forma di raccolta interbancaria di quella che è la materia prima di tutte le banche, e cioè il denaro, dei titoli obbligazionari, che erano garantiti dai prestiti fatti ai subprime.
Ma….questa cartolarizzazione del credito ha consentito il propagarsi dei problemi, derivati dall’insolvenza, cioè dalla mancata restituzione di quei crediti, anche verso realtà finanziarie, che nulla avevano imprestato, ai subprime.
Si può dire, in altri termini, che anche altre realtà sono state coinvolte, in quanto indirettamente hanno anche loro concesso linee di credito.
Sintetizzando, ne consegue uno schema di questo tipo:
banca A concede al settore subprime (che è un settore a rischio di restituzione, tecnicamente potemmo definirlo settore con limitata capacità esdebitativa) linee di credito
banca B presta denaro, a sua volta, alla banca A, tramite acquisto di titoli, garantiti dai mutui subprime
il settore subprime non restituisce quanto al medesimo imprestato e provoca la crisi sia della banca A, sia della banca B.
Ovviamente, ci sono stati molti interessi nel giro dei subprime, per cui ci si era convinti, a partire da una delle principali banche coinvolte, la Lehman brothers, che tanto…..era andata bene in passato e….cosa vuoi che capiti in futuro.
Imprestare soldi a quel settore rendeva bene e….tanto valeva continuare.
Beh, quel che poteva succedere l’abbiamo visto.
CI SI POTEVA ACCORGERE DEL RISCHIO?
Sicuramente sì, sopratutto rilevando alcuni dati di bilancio.
I cosiddetti rating erano anche elevati, ma….un rating è emesso periodicamente, e non tiene conto dell’evoluzione della situazione, se non quando questa si è già concretizzata.
Non è un caso che ci siano i miglioramenti e peggioramenti di rating a….realtà già modificata, per non parlare di alucni conflitti d’interesse, nell’emissione di quei rating.
Diciamo subito, ritornadno all’analisi svolta, che un certo livello di cosiddetta leva finanziaria, cioè l’esposizione su un determinato settore a rischio, tramite prestiti o titoli garantiti dai medesimi, è del tutto naturale, non per le imprese industriali o commerciali, ma per quelle finanziarie, come appunto le banche d’investimento, ma….se si oltrepassano certi livelli.
Già da tempo, cioè almeno a partire dalla primavera dello scorso anno, il sottoscritto, conducendo un’analisi delle opportunità d’investimento, confermata dalla visione di alcuni (pochi) analisti, spesso purtroppo criticati dai colleghi come profeti di sventura, avevo notato un sempre maggior livello di esposizione, rispetto a dati storici precedenti, sopratutto delle banche d’affari statunitensi verso settori, al quale banche italiane ed eurpee ben difficilmente avrebbero concesso quell’importo di linee di credito.
E questo si stava verificando sopratutto tramite la diffusione della cartolarizzazione.
Mi ero domandato se non fossi io ad essere troppo prudente…in fondo, mi ero detto, queste banche hanno fior di analisti e sapranno quel che stanno facendo.
Mi sa che molti di questi ora andranno…a spasso…..come si suol dire…..
Questo dimostra che una giusta analisi può prevenire rischi e consentire molte opportunità operative sui mercati.
Chi, ad esempio, avesse acquistato delle opzioni put sui titoli o settori coninvolti o, assumendosi però un maggior rischio, si fosse messo allo scoperto, ora avrebbe conseguito degli utili davvero ragguardevoli……
ED ORA?
Come tutte le crisi, anche questa ha un inizio ed una fine.
Un altro importante strumento di analisi dei mercati è l’analisi tecnica, che non considera il valore di una società o i suoi bilanci, ma il possibile trend futuro, desunto dai prededenti movimenti del prezzo, dai volumi e da alcuni indicatori matematici, o algoritmi, basati su vari elementi, prezzo e volumi.
Per impostare una strategia con i derivati non è indispensabile cogliere la futura direzionalità del prezzo, potendosi impostare strategie non direzionali, acquisendo contemporaneamente posizioni rialziste e rbassiste sulo stesso mercato, indice, o titolo.
In tal caso, sarà invece importante l’incrementpo di volatilità, che farà aumentare il prezzo dei derivati.
Ma alla direzionalità del prezzo sono certamente interessati tutti coloro che hanno acquistato titoli.
A tale proposito, devo dire che amo costruirmi i miei personali strumenti di analisi, e quelli da me utilizzati mi consentono spesso di sapere, con sufficiente anticipo, proprio questi movimenti.
A tale riguardo, utilizzo metodi statistici e matematici, basati su una particolare elaborazione matematica della geometria dei Mandelbrot, che l’ideatore applicava ai frattali, cioè oggetti grafici dai contorni irregolari (ed anche gli indici finanziari possono essere considerati tali).
Questi metodi mi avevano e mi fanno prevedere quanto segue:
nell’estate del 2.007 si stava delineando una consistente probabilità di ribasso.
La fine della crisi, iniziata nell’estate dello scorso anno, indicava tre minimi probabili, tra il secondo ed il terzo trimestre di quest’anno.
Tali minimi sostanzialmente si delineavano come abbastanza ravvicinati e tali da formare, nel loro complesso, una importante area di riaccumulazione, cioè area in cui i prezzi oscillano prima di ripartire con un trend d’inversione al rialzo.
Una data con rilevanti probabilità di coincidere con il bottom di lungo trmine, era proprio quella di ieri.
CI SONO STATE CONFERME DI QUESTO POSSIBILE BOTTOM, TRAMITE L’ANALISI TECNICA PIU’ TRADIZIONALE?
E’ da premettere che anche l’analisi tecnica tradizionale fornisce indicazioni non assolute, ma statistiche.
In tal senso, è però da osservare tutta una serie di segnali.
Intanto, indicatori algoritmici di lungo temine delineavano una situazione di rilevante divergenza rialzista (una configurazuione grafica che indica il probabile esaurirsi di un trend ribassista) proprio in corrispondenza dell’attuale periodo, inoltre….
L’analisi grafica conferma ulteriormente tale visione.
In particolare, sotolineo come uno degli altri possibili candidati ad una grave crisi era, ad esempio, la banca americana Goldman Sachs, e questa, graficamente parlando, come si è comportata?
Con una classica configurazione d’inversione, che si può molto facilmente cogliere su un cosiddetto grafico intraday a barre…..
All’inizio il titolo perdeva notevolmente, attorno al 15/20% (in apertura), ma poi…..c’è stata una continua risalita fino alla chiusura, e quindi in un sol giorno l’escursione tra la chiusura e l’apertura è stata di circa il 20%:
Il mio ragionamento, sempre in termini probabilisstici, è che se uno dei titoli guida, nel provocare la possibile continuazione della crisi, ha dato anche questa conferma grafica di lungo termine,……
Non accontentandomi però delle analisi di questo tipo, ho voluto una conferma su grafici di lungo termine ( e l’analisi grafica, più si estende al lungo termine, più è statistifamente attendibile).
Considerando in particolare il Mibtel dagli anni novanta, si coglie un canale rialzista di lungo, anzi lunghssimo termine, in cui la retta superiore (resistenza dinamica) intercetta i principali massimi dei mercati rialzisti, e la retta inferiore i minimi di lungo termine.
Ed indovinate un po’ dove sta passando quest’ultima?
Una conferma ulteriore viene ancora una volta dall’analisi fondamentale.
Se, con vari metodi di analisi fondamentale, costruiamo un grafico del livello di sopra-sottovaltazione dei principali mercati borsistici, noteremo dati molto interessanti….
Ancora un augurio, a te per il tuo ebook e….a tutti i traders ed agli investitori.
Potente il tuo commento gian piero!! Me lo sono letto tutto, veramente interessante anche se alcune parti erano troppo tecniche per me
I mercati finanziari mi affascinano sempre più! Prima o poi seguirò questa presunta passione
Volevo chiedere a te gian piero e a Giovanni: voi, con in mano queste vostre analisi, come vi siete comportati?
Avete guadagnato molto?
Grazie,
Gianluigi
Esami No Problem
Grazie del tuo interesse, Gian Luigi.
Voglio essere assolutamente sincero, riguardo alla questione che poni…..
Intanto, una precisazione, per te e per tutti i lettori del blog.
Mi rendo conto che talora ci sono alcuni tecnicismi, solo che, dovendo spiegare anche questi, il discorso porterebbe davvero lontano……….e si articolerebbe in decine e decine di pagine di un ebook o di un libro cartaceo.
Cioè si scriverebbero interi libri…ed infatti io ne ho scrittti…..
Venendo alla tua specifica domanda:
all’inizio operavo sui mercati e svolgevo le mie analisi, che mi consigliavano di assumere determinate posizioni finanziarie.
Poi, però, entrava in gioco quella che io definisco la più grande fregatura, per un analista…..
L’emotività spesso mi faceva falsare” le mie analisi, cioè:
queste analisi dicevano, ad esempio, ribasso, ma se prima mi ero messo al rialzo, mi convincevo di qualche elemento che di rialzo parlasse…
Da quanto precede, conseguì una mia drastica decisione:
o si è analisti, e non si assume posizione su nessun mercato, perchè dopo averla assunta si è spinti a convincersi che quella era la decisione giusta, ed allora si è portati a falsare, ripeto, tali analisi, o quanto meno c’è questo rischio, oppure si è trader o investitori, ed allora bisogna, prima ancora che essere esperti di tecniche d’analisi, seguire una notevole disciplina psicologica, non congeniale a tutti…a me no di sicuro…..
Io ho preferito, ripeto, essere analista e consigliare gli altri, così non ci sono elementi che possano, anche solo inconsciamente, farmi prediligere le analisi, conformi alle posizioni da me precedentemente assunte.
Da allora formulo le mie analisi in tutta oggettività.
Questo, ovviamente, non nel senso che esista una verità assoluta, in queste ultime, in quanto tecniche di analisi diverse ed analisti diversi possono davvero portare a…visioni altrattanto differenziate, ma nel senso che credo in quello che è il risultato delle mie analisi.
Se vedo ribasso, dico ribasso ed altrettanto per i rialzi…..
Integrando la mia anlisi del precedente post, posso dire questo:
quando si è in prossimità di minimi rilevanti di mercato, anche in ottica di lmedio-lungo termine, questo non significa, se non molto raramente, che i corsi risalgano poi per diversi giorni, in quanto molto più spesso capita che ci sia un continuo alternarsi di giornate al rialzo ed al ribasso.
Dopo un po’, però, su un grafico dei prezzi si osserverà che questi minimi, pur intervallati da alternarsi di fasi rialziste e ribassiste, tendono a porsi sugli stessi livelli, o a creare determinate configurazioni grafiche, che all’analista posso dire molto.
Allora, graficamente, è interessante osservare se quelli che sono stati i massimi del periodo vengono poi rotti al rialzo.
E’ un segnale, quest’ultimo, sempre con valenza statistica, ripeto, di rialzo destinato a durare nel tempo.
Ripeto ancora un concetto molto importante.
Non credo che qualcuno sia già riuscito ad inventare la classica sfera di cristallo….
Le tecniche consentono anlaisi che hanno una VALENZA STATISTICA…..
Il guadagno che si realizza sui mercati è il contraltare dlle prdite di altri operatori.
Nessuno regala nulla, ed il rischio di perdita è una doverosa segnalazione.
E concludo spiegando perchè, se esistesse, e se fosse nota a molti, o a tutti, un’eventuale sfera di cristallo determinerebbe la fine dei mercati finanziari….
In relatà la questione è un po’ più complessa, ma semplifichiamola come segue:
se qualcuno vuol vendere qualcosa, qualcuno dovrà acquistare e…viceversa.
Se tutti assumessero la stessa posizione sul mercato, in acquisto o in vendita, il mercato cesserebbe di esistere…
Ancora un saluto e tanti auguri.
P.S.
un’avvertenza.
E’ bene, per chiunque intenda intraprendere attività di trading sui mercati, prima fare tanto trading simulato, dopo aver studiato diverse tecniche e metodi…..e solo successivamente intraprendere l’operatività reale, cioè con soldi veri.
Grazie della risposta Gian Piero,
ho capito perfettamente quello che intendi. Le emozioni possono falsare le analisi soprattutto quando ci sono soldi in mezzo investiti secondo le proprie analisi!
altrimenti cesserebbe di funzionare il mercato mobilare
Poi è chiaro che le previsioni sono semplicemente STATISTICHE
Inoltre come dici tu molte volte ci si dimentica che il mercato azionario funziona così: si vince perchè qualcuno perde. I soldi non si creano dal nulla!
Mi sapresti indicare degli strumenti per fare trading simulato?
Gianluigi Ballarani
Esami No Problem
Bravo, Gian Luigi, hai capito esattamente quello che volevo dire.
Per fare trading simulato può essere sufficiente un qualunque software di analisi tecnica…..
Sia on line, che offline, se ne trovano diversi.
On line anche gratuiti.
Tra tutti consiglio quelli presenti su
http://www.prorealtime.com
in differenti versioni, gratuite e a pagamento.
Alcuni software hanno inserita una funzione, che consente, nel periodo preso in considerazione per il trading simulato, di calcolare, con alcuni parametri, i risultati ottenuti, come media delle operazioni vincenti, punti vinti o persi nel periodo, ecc.
Altri no, e quindi bisogna calcolarsi questi dati da soli.
Sottolineo, però, che senza una precedente formazione, con libri o corsi, è poi difficile capire il significato di questi sistemi, che i software danno per scontato.
Un approccio alternativo al trading è poi quello basato sull’analisi fondamentale.
Questa consente di stimare, tramite l’analisi di bilancio, il valore effettivo dei titoli azionari quotati, ma non serve in ottica di breve termine, ma solo per l’invesstitore di lungo, il cosiddetto cassettista, che non sta a guardare giorno dopo giorno cosa succede, ma tiene i titoli un po’ di tempo.
La valutazione del titolo serve per capire quanto essa sia sotto o sopravvalutato rispetto al reale valore.
Lo si acquista quando tale titolo è ampiamente sottovalutato, almeno di un 30% e lo si rivende quando esso diviene sopravvalutato…..
Preciso che l’analisi fondamentale è più complessa e difficile dell’analisi tecnica, e richiede conoscenze di finanza e di analisi di bilancio.
Io, però, ti consiglio di fare una cosa molto più semplice.
Ora non scaricare alcun software.
Fai eventualmente un acquisto di un libro che spieghi i principi dell’analisi tecnica, cioè l’analisi tecnica di base.
Poi vai sul sito di Yahoo.
Vai alla voce finanza.
Troverai una casella, dove introdurre un mercato di riferimento…
Quindi troverai, al di sotto, tutti i titoli che compongono quel mercato, anzi quell’indice, per l’Italia mi pare ci sia anche il Mibtel.
Puoi quindi cliccare su un titolo e, a sinistra, cliccare su diverse voci.
Clicca su grafico, poi potrai cliccare su indicatori tecnici..
In sintesi, avrai a disposizione alcuni grafici, sia del titolo, che di indicatori di analisi tecnica, che sono quelli principali che troveresti in un software.
Puoi quindi simulare operazioni in acquisto ed in vendita….la funzione di simulazione non c’è, ma puoi segnarti a quale prezzo avresti acquistato ed a quale avresti venduto……e poi fare le tue considerazioni….
Dimenticavo:
comunque, se vai sui libri di finanza di Autostima, dovrebbero esserci alcuni report gratuiti, che potrebbero interessarti.
Grazie gian piero! Ho capito perfettamente
Ora do uno sguardo ai report di autostima