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Diventare una macchina della verità umana

Se vuoi diventare una macchina della verità umana, devi imparare a calibrare alcuni segnali come fa il poligrafo. Certo non puoi misurare il battito cardiaco o la sudorazione, però puoi studiare i segnali della comunicazione.

È importante quindi che cominci a studiare le persone quando queste sono tranquille. Devi anche tu, come si fa con il poligrafo, costruirti dei dati di pre-test, necessari da confrontare successivamente con quelli di post-test.

Certo, forse non è una cosa da fare con tutti, ma quante sono le persone a cui veramente tieni e con cui ci terresti particolarmente a mantenere un rapporto sincero? Probabilmente si contano sulle dita di una mano.

Per questo dedica parte della tua attenzione a comprendere quale sia il comportamento “normale” delle persone che conosci. Fallo in contesti quotidiani, quando non ci sono problemi di nessun genere. Fotografa mentalmente il loro agire in assenza di tensione, quando poni loro delle domande neutre.

La fase successiva è, come hai visto, quella denominata di design questions. Prenditi del tempo, se veramente ci tieni a costruire delle relazioni migliori improntate alla sincerità, di preparare delle domande critiche da inserire in mezzo ad altre neutre.

In ogni relazione esistono delle situazioni critiche passate, presenti o ipotetiche nel futuro che creano tensione. Individua delle domande, creati dei contesti di studio all’interno dei quali intercalare a una serie di domande neutre quelle critiche da te scelte nella fase di design questions.

A questo punto impara a leggere con attenzione i segnali che provengono dal tuo interlocutore quando passi da una domanda neutra a una a cui sai che potrebbe rispondere con una piccola bugia, non importa se bianca.

Questa è la fase in-test, in cui raccogli i segnali di feedback e cominci a costruirti un database di risposte che andranno a costituire il profilo comportamentale di questa persona.

Grazie a questi dati raccolti nel tuo database mentale, ogni volta che ti servirà di analizzare la veridicità del tuo interlocutore, potrai mettere in atto quella fase di post-test in cui confrontare i segnali che starai ricevendo con quelli precedentemente e sapientemente raccolti nella tua mente.

Immagino che quanto ti ho esposto in questo paragrafo ti potrà sembrare difficile da acquisire ma è così che Milton Erickson, uno dei più grandi maestri della comunicazione di tutti i tempi, ha acquisito la sua maestria: studiando il comportamento degli altri.

La sua “fortuna” se così la vogliamo chiamare era che sin da bambino aveva avuto tanto tempo per farlo. Essendo paralizzato su una sedia a rotelle passò la sua infanzia ad osservare i suoi coetanei che giocavano davanti casa sua.

Negli anni diventò così bravo nella lettura della comunicazione altrui da dare spesso l’impressione agli altri che leggesse nel pensiero. In effetti lo faceva, infatti il pensiero si può leggere attraverso la calibrazione degli infiniti messaggi che la mente nasconde dentro la comunicazione.

Nei prossimi post vedremo altri sistemi scientifici per la rilevazione delle bugie, poi passeremo ad analizzare quali sono i segnali di menzogna che si possono leggere dalla comunicazione.

Alla prossima

A cura di Valter Romani
Autore di “Scacco alle Bugie”


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6 risposte a Diventare una macchina della verità umana

  • Giancarlo Randone scrive:

    Chiarissimo, sintetico e convincente come sempre, caro Romani. Alla prossima (io mi tengo cari, in una cartlla dedicata, tutti i tuoi post).

    Mi piacerebbe sentirti su questo argomento: è vero che fisiognomicamente le donne hanno una maggior predisposizione cerebrale a capire con sicurezza chi hanno di fronte? E che di rado sbagliano, come invece capita a noi uomini?

    Ciao a te, ingegnere, e a tutti i frequentatori di questo blog.

  • Valter Romani scrive:

    Caro Giancarlo ti ringrazio del tuo costante apprezzamento per ciò che scrivo.

    Riguardo alla tua osservazione sulle donne, ti confermo che esiste una loro maggiore propensione nel percepire la comunicazione extraverbale. La ragione di ciò e del loro maggiore intuito in generale starebbe nel fatto che il loro corpo calloso che separa l’emisfero cerebrale destro (creativo) da quello sinistro (razionale) è molto più fitto di interconnessioni.

    Questo fatto aumenta le possibilità di interazione tra i due emisferi con conseguente maggiore possibilità di cogliere alcune sfumature nella vita che noi uomini cogliamo in genere con più lentezza.

    Grazie per lo spunto e a presto.

  • Gian Piero Turletti scrive:

    Grazie ancora, Valter, per i tuoi spunti di riflessione, sempre molto interessanti.

    Quanto affermi nel tuo articolo, conferma la divrsa realtà di uomo e donna, sopratutto sotto il profilo della comunicazione e delle diverse abilità.
    Come direbbe John Gray, uomini e donne vengono da pianeti diversi.

    Gian Piero Turletti, autore di Progetto azienda

  • Ciao Valter,
    ti devo fare i miei complimenti per tutti i post su questo blog. Sono molto interessato all’argomento e al tuo ebook.
    Volevo farti una domanda: studiando la comunicazione non verbale, è vero che oltre alle bugie si possono intuire altri tipi di messaggi? e volevo anche chiederti se, nel tuo ebook parli di segnali tipici diciamo quotidiani o standard, che fanno risalire a pensieri che una persona ha nel momento in cui utilizza questo tipo di comunicazione.
    Un saluto
    Simone

  • Valter Romani scrive:

    X Simone
    Il tipo di segnali più interessante che si possono leggere nella comunicazione non verbale forse sono quelli che rivelano apprezzamento e attrazione sessuale. Anche se orientato nella direzione della lettura degli indizi di comunicazione mendace, il libro parla anche di questo tipo di segnali perché la comunicazione fondamentalmente è una.

    Ciao
    Valter

  • Grazie Valter,
    devo ammettere che questa materia mi affascina molto. E ogni tuo post mi entusiasma sempre di più.

    Ciao
    Simone

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