Comunicatori si nasce o si diventa?
A questa domanda la maggioranza delle persone risponderà: comunicatori si nasce! E’ praticamente impossibile avere dimestichezza sopra ad un palco o dietro una cattedra se non si hanno qualità come una buona gestione delle emozioni oppure degli spazi e dei tempi.
Vorrei fare una piccola riflessione: parlare ad un pubblico non è semplicemente ripetere nel migliore dei modi concetti che si conoscono.E’ molto di più!
Comunicare di fronte ad una platea vuol dire condividere emozioni, instaurare nuovi rapporti, cercare nuove complicità! Queste sono capacità innate nell’uomo, ed è proprio per questo che penso che TUTTI nascono comunicatori.
Il fatto è decidere se rimanere “semplici parlatori in pubblico” oppure “professionisti nel suscitare emozioni”. La domanda da porsi, proprio per questo motivo è: BRAVI comunicatori si nasce o si diventa?
La risposta ognuno la deve cercare dentro se stesso, dentro la propria voglia di essere ed esserci in questo mondo.
Le persone vere sono quelle che lasciano ricordi di sè agli altri, quelle che a volte sbagliano, ma lo ammettono!
Si arrabbiano se qualcosa va storto ma già pensano a come risalire la china!
Gli uomini veri si commuovono di fronte ad un bel film, a volte ridono senza chiedersi il perchè, si prendono un giorno di pausa dal lavoro per portare la famiglia al mare.
Gli uomini veri non finiscono mai di studiare. Essi insegnano a chi è più giovane ed imparano da chi è più saggio.
Tutti possono comunicare, ma penso che solo gli uomini veri siano BRAVI comunicatori!
A Cura di Massimo Pigliacampo
Autore di “I Segreti per Parlare in Pubblico“
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Luglio 22nd alle 20:11 pm
Ciao Massimo, complimenti per l’articolo, molto diretto, schietto ed emozionante!
Sono molto d’accordo con ciò che hai detto sulle capacità innate dell’uomo nel condividere ed esprimere emozioni!
La mia “platea” durante i seminari che faccio al massimo può essere costituita da una ventina di persone, quando parlo di fronte a loro percepisco anche le loro emozioni, capisco se stanno capendo, se si stanno annoiando etc.. E’ davvero bello ed emozinante parlare d’avanti a tante gente che ti ascolta..
Inizialmente mi sentivo un pò timido ed impacciato, poi con il tempo sono migliorato e nel mio piccolo sono diventato un comunicatore, credo che comprerò il tuo eBook perchè sicuramente c’è tanto ancora da sapere..
Tantissimi Auguroni per l’uscita!
Luglio 22nd alle 22:32 pm
ciao Massimo , mi è piaciuto l’articolo rafforza la mia convinzione di essere sempre e comunque se stessi è bello il “parlare come si mangia ” come dici tu in sostanza con pregi e difetti ma con l’individualità. Certo per me parlare in pubblico non è stato e non è facile dipende molto anche dalla platea che ti trovi però se riesci a parlare con spontaneità facendo sentire al pubblico le emozioni sono convinto che la platea apprezzerà di più.
Chiudo raccontando un episodio : quest’inverno ho assistito ad un discorso dove il Presidente di una importante organizzazione si è emozionato mentre parlava e si è messo a piangere di fronte ad una platea piena forse anche più di 100 persone . Bene ,dopo un imbarazzo generale , capito le emozioni la platea ha cominciato ad applaudire e alla fine del discorso il Presidente era sommerso da Gente per i complimenti , anch’io glieli ho
fatti .
Forse così è un pò troppo , ma è la natura umana.
ciao Patrizio
Luglio 22nd alle 23:30 pm
Ciao Massimo e complimenti per il bell’articolo.
Secondo la mia esperienza di venditore e successivamente formatore devo dire che Comunicatore si nasce e si diventa!
Questa è la mia convinzione visto quindici anni fa quando iniziai la mia carriera non ero assolutamente una cima.
Dovetti imparare l’arte della comunicazione con non poca fatica,dato il mio carattere abbastanza introverso.
Ma essendo una persona testarda volli riuscire a tutti i costi perchè avevo necessità di dare una svolta decisiva alla mia vita.
A il mio parere se una persona si applica con impegno e costanza,può sicuramente riuscire.
Sono d’accordo col fatto che bisogna essere veri e indubbiamente questa è l’unica condizione per poter trasmettere agli altri le proprie emozioni.
Come dice un detto”Per far felice un uomo ci sono due modi:il primo è regalargli dei soldi.Il secondo è regalargli EMOZIONI”.
Ciao
Sandro
Luglio 23rd alle 9:59 am
Ciao Massimo, bell’articolo!
Nella mia esperienza, comunicatori si diventa. Io ero decisamente timido agli inizi della mia carriera, poi con il periodo assicurativo ho imparato la comunicazione (era vitale essendo a contatto con persone) ed il farsi capire dalla gente.
Sicuramente, varie persone possono avere particolare predisposizione, ma credo che comunicare non significa solamente “parlare”, significa farsi capire, ascoltare e trasmettere qualcosa.
Anche le pause giocano un ruolo eccezionale…
Luglio 23rd alle 11:19 am
Bravo Massimo bell’articolo! Si può diventare tutto ciò che si vuole!
E’ ovvio che la forza di parlare in pubblico non la si acquisisce per magia o in tempi brevissimi! Però, ad esempio, chi pensa che Michael Schumacher sia “nato” pilota si sbaglia di grosso. A 4 anni Michael correva in kart sul circuito gestito dal padre…
Mi sono limitato a parlare in riunioni con al massimo una decina di persone. Non ho mai parlato ad una vasta platea anche se mi “intriga” la possibilità! In ogni caso si comincia sempre dal basso per arrivare in alto! Prima con un gruppo di poche persone per poi arrivare ad auditorium stracolmi come quelli che gestiscono i politici durante le manifestazioni di piazza!
Luglio 23rd alle 11:52 am
Anch’io penso che comunicatori si diventa… col tempo e con le esperienze. Ma come ogni cosa, avere delle basi (che sono sicuro che il tuo ebook fornirà), comporta alla conoscenza di un buon metodo e ad un risparmio di tempo.
Luglio 23rd alle 12:01 pm
Ciao Massy!
Complimeti per l’articolo, spontaneo ed efficente!
Purtroppo per una mia esperienza di vita, devo dirti che comunicatori si nasce…non c’è niente da fare!
Sono anni che provo a modificare il mio modo di pormi in pubblico, quindi senza lacrime o voce tremolante, ma puntualmente mi ritrovo nella stessa situazione: rossa dalla vergogna!
Chissà se con l’acquisto il tuo libro non possa cambiare idea????!!!
Anzi ne sono certa..
aspetto con ansia la pubblicazione!
In bocca a lupo per tutto!
Mary
Luglio 24th alle 22:55 pm
Complimenti Massimo. Anch’io come te penso che comunicatore (e quant’altro si voglia) si può diventare. L’ostacolo non è quindi il nostro genoma in cui è trascritto tutto il codice necessario a diventare ciò che vogliamo (forse sarebbe meglio dire bramiamo).
L’ostacolo maggiore è a mio avviso l’ambiente in cui siamo cresciuti nella prima parte della nostra vita. Specialmente se questo non ci ha saputo offrire i giusti stimoli o peggio ci ha fornito delle convinzioni limitanti a riguardo.
Vorrei quindi suggerire a Maria di cercare nel suo passato le origini delle sue convinzioni limitanti. Quali persone le hanno insegnato a provare disagio nello stare in pubblico.
Una volta compreso come si impara la timidezza, cara Maria, sarai capace di trovare dei nuovi maestri che ti sappiano insegnare come vincerla. Ti auguro di trovarne uno in Massimo Pigliacampo, uno che ha capito che è tutto una questioni di emozionii. La sua genuinità traspare dalle righe.
Il più grande ostacolo dei timidi consiste infatti nel timore di far trasparire le proprie emozioni? E’ forte in queste persone la paura di essere giudicati come dei deboli.
Ma come si può leggere nella storia raccontata da Fabio Galetto alla fine sono i veri grandi a non avere mai paura di mostrare le proprie vere emozioni.
Quindi Maria il mio consiglio è: sii te sempre te stessa e sii orgogliosa di mostrare sempre la parte più bella di te, quella più intimamente legata alle tue emozioni.
E non avere paura di fare delle figuracce. Più ne farai, più diventerai grande nell’ars oratoria. Non esistono fallimenti, ma solo risultati.
Oratori si diventa!
Valter Romani (Scacco alle bugie)